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Madrid ripudia Franco

Via i titoli di sindaco e 'figlio'

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Madrid ripudia Franco
  Un altro passo verso la democrazia a suon di titoli aboliti: il municipio di Madrid oggi ha spogliato l'ex-dittatore spagnolo Francisco Franco del suo titolo di sindaco onorario e figlio adottivo della capitale, 33 anni dopo che la sua morte ha dato il via alla transizione verso la democrazia. I consiglieri di tutti i colori politici hanno votato all'unanimità per togliergli i titoli, oltre alla medaglie che Madrid conferì al generale di estrema destra, secondo quanto riferito da un portavoce. La mossa rappresenta l'ultimo di una serie di sforzi del governo socialista di rimuovere tracce di Franco dai nomi di strade, statue e altri simboli glorificanti il dittatore, che raggiunse il potere dopo tre anni di guerra civile conclusasi nel 1939 e governò fino alla sua morte nel 1975.

 

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  • rocoba

    05 Gennaio 2010 - 21:09

    Nel dare,giustamente,ragione al fatto incontrovrtibile che i dittatori non hanno colore,qualcuno richiama ed associa Mussolini a Berlusconi.Poichè alle ultime tornate elettorali non ho visto in giro manganelli,ricino o "listoni"il paragone mi sembra veramente fuori luogo fra chi ha vinto elezioni democratiche in un paese democratico e chi ha raggiunto il potere attraverso l'imposizione.A meno che come recita un ritornello molto caro a certi "liberi pensatori" la maggioranza degli aventi diritto al voto in Italia si sia improvvisamente ed inopinatamente svegliata "fascista" il giorno delle elezioni.Se così fosse consiglierei una pronta richiesta di accoglienza in paesi democratici come quelli "guidati" da Fidel o Hugo o Kim Jong II.Per il mio modesto e sindacabilissimo punto di vista di persona anziana che ha seguito la storia,credo che Hemingway,del quale fra l'altro,sono estimatore,ma come romanziere e narratore,più che come cronista,fosse più di sinistra di Orwell al quale ne fu affibbiata l'appartenenza dal buon Oreste del Buono perchè non sapeva trovare validi motivi di critica,usando un sistema, molto in voga ancor oggi,di far apparire gli "avversari" come della propria parte,attendendo però scrupolosamente che fosse morto,e qualcuno,sicuramente in buona fede di noi,vecchi lettori di "Linus" ci ha creduto.Non scordatevi poi che Hemingway era americano e scriveva secondo le sue personali emozioni,sotto una sola bandiera:la sua,tanto in patria dove si era fatto,anche meritatamente,ottima fama lo prendevano come oracolo;un pò meno quando faceva lo spaccone.Tutt'altro discorso per Montanelli che era un cronista vero con coinvolgimento personale sia da fascista che da antifascista.Una guerra civile è e sempre sarà una immane tragedia,ma non è cancellando o obliterando certi dati di fatto o rileggendoli a proprio uso e consumo che si rende un buon sevizio alla verità,alla storia stessa,ma sopratutto alla memoria delle vittime di ogni parte o colore. Cato

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  • forzadoria

    30 Giugno 2009 - 21:09

    Il signor Cato mescola un po' di cose che c'entrano poco l'una con l'altra, ma le sbaglia tutte. 1) Ho associato Benito e Silvio non per il modo in cui hanno raggiunto il potere, ma per la loro immagine di "uomini forti", a cui molti nostri connazionali sembrano sensibili. 2) Come fa la stragrande maggioranza dei commentatori di destra, ogni critica "da sinistra" viene commentata con un riferimento a Cuba, Corea, ecc. La cosa sta diventando un po' noiosa, oltre che fuori luogo. 3) Orwell di sinistra lo era sul serio (basta leggerlo per capirlo), Hemingway era un libero pensatore, lontano dalla politica.

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  • rocoba

    30 Giugno 2009 - 18:06

    Nel dare,giustamente,ragione al fatto incontrovrtibile che i dittatori non hanno colore,qualcuno richiama ed associa Mussolini a Berlusconi.Poichè alle ultime tornate elettorali non ho visto in giro manganelli,ricino o "listoni"il paragone mi sembra veramente fuori luogo fra chi ha vinto elezioni democratiche in un paese democratico e chi ha raggiunto il potere attraverso l'imposizione.A meno che come recita un ritornello molto caro a certi "liberi pensatori" la maggioranza degli aventi diritto al voto in Italia si sia improvvisamente ed inopinatamente svegliata "fascista" il giorno delle elezioni.Se così fosse consiglierei una pronta richiesta di accoglienza in paesi democratici come quelli "guidati" da Fidel o Hugo o Kim Jong II.Per il mio modesto e sindacabilissimo punto di vista di persona anziana che ha seguito la storia,credo che Hemingway,del quale fra l'altro,sono estimatore,ma come romanziere e narratore,più che come cronista,fosse più di sinistra di Orwell al quale ne fu affibbiata l'appartenenza dal buon Oreste del Buono perchè non sapeva trovare validi motivi di critica,usando un sistema, molto in voga ancor oggi,di far apparire gli "avversari" come della propria parte,attendendo però scrupolosamente che fosse morto,e qualcuno,sicuramente in buona fede di noi,vecchi lettori di "Linus" ci ha creduto.Non scordatevi poi che Hemingway era americano e scriveva secondo le sue personali emozioni,sotto una sola bandiera:la sua,tanto in patria dove si era fatto,anche meritatamente,ottima fama lo prendevano come oracolo;un pò meno quando faceva lo spaccone.Tutt'altro discorso per Montanelli che era un cronista vero con coinvolgimento personale sia da fascista che da antifascista.Una guerra civile è e sempre sarà una immane tragedia,ma non è cancellando o obliterando certi dati di fatto o rileggendoli a proprio uso e consumo che si rende un buon sevizio alla verità,alla storia stessa,ma sopratutto alla memoria delle vittime di ogni parte o colore. Cato

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