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Myanmar, Ban Ki-Moon fallisce

no all'incontro con Suu Kyi

Myanmar, Ban Ki-Moon fallisce
 Una missione politicamente fallita: Ban Ki-Moon, segretario generale dell’Onu, si appresta a lasciare il Myanmar senza aver incontrato Aung Sang Suu Kyi, leader dell’opposizione e premio nobel per la pace agli arresti domiciliari dal 1988. La giunta militare che governa il paese infatti ha gli ha rifiutato il permesso di visitare la donna. Il generale Than Shwe, numero uno della giunta militare, ha motivato la mancata concessione del permesso a Ban ricordando che il premio Nobel per la pace è sotto processo: un incontro, ha spiegato, avrebbe interferito con il corso della giustizia. “Sono profondamente deluso”, ha detto il segretario generale al termine della mezz'ora di colloquio tenuto nella nuova capitale Naypyidaw, aggiungendo che “si tratta di una battuta di arresto per la comunità internazionale e un’occasione mancata per le autorità birmane”. Suu Kyi, 64 anni, è detenuta da maggio con l'accusa di aver violato le regole dei suoi arresti domiciliari: rischia cinque anni di reclusione, che di fatto la escluderebbero dalle elezioni del prossimo anno. Ban si è dimostrato più ottimista per quanto riguarda la liberazione dei circa 2.100 prigionieri politici, uno degli obiettivi che si era posto per il viaggio in Birmania. In assenza di dichiarazioni ufficiali da parte di esponenti della giunta però, non è chiaro quali siano gli impegni effettivamente presi dai generali in merito.

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