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Dal nucleare all'Afghanistan

Usa e Mosca trovano l'accordo

Dal nucleare all'Afghanistan

Russia e Stati Uniti provano ad andare d’amore e d’accordo: dagli armamenti nucleari allo spazio aereo per raggiungere l’Afghanistan. Mentre il Consiglio di sicurezza dell'Onu è stato convocato per le ore 16 di New York (le 22.00 in Italia) per consultazioni sulla Corea del Nord, i presidente americano Barack Obama e il russo Dmitry Medvedev hanno raggiunto un importante accordo sulla dichiarazioni di intenti per la riduzione degli armamenti nucleari nel corso del viaggio dell’inquilino democratico a Mosca, a pochi giorni di un nuovo ritrovo a L’Aquila per il G8. 
Incroci, scambi di mano, molto materiale sul quale discutere: sono gli ingredienti dei colloqui tra le due nazioni in questa settimana. I numeri parlano di una riduzione fino a 1500/1675 le testate nucleari e fino a 500/1100 il numero dei vettori nel giro di sette anni dopo l’entrata in vigore del nuovo accordo che andrà a sostituire lo Start-1, in scadenza il 5 dicembre.
Per quanto riguarda l’Afghanistan, Obama e Medvedev hanno concordato il transito di materiale e personale militare Usa attraverso la Russia, con 4.500 voli l'anno senza tasse. L'accordo consentirà agli Usa di risparmiare fino a 133 milioni di dollari l'anno e di diversificare le rotte di rifornimento nella nuova offensiva contro i talebani.
L’ultimo nodo da sciogliere rimane quello dello scudo antimissile, perché se da una parte i due presidenti hanno dato incarico ad una commissione di esperti dei rispettivi paesi di analizzare insieme i rischi balistici attuali e di preparare raccomandazioni adeguate per proseguire il negoziato, Medvedev ha fatto intendere che in questo caso non basteranno le strette di mano e i sorrisi per i fotografi. La partita è ancora tutta da giocare.
Tutto sommato il clima fra Stati Uniti e Russia, almeno apparentemente, sembra essersi rasserenato dopo gli attriti della scorsa estate dovuti al conflitto in Georgia, quando alla Casa Bianca c’era ancora George W. Bush, che non ha mai nascosto di considerare troppo “bellicosa” la politica del Cremlino.
Nuove pagine da scrivere - “Gli Stati Uniti hanno molto in comune, ben più di quanto possano essere le differenze”, ha dichiarato Obama mentre si preparava ad un primo faccia a faccia con Dimitry Medvedev. Il quale ha risposto che con questo appuntamento “si chiudono alcune pagine del passato per scriverne di nuove per il futuro”.
Una sfida d'immagine - Per il capo di Stato americano si tratta anche di una sfida di immagine. Secondo un sondaggio formulato dal centro WorldPublicOpinion.org dell’Università del Maryland, solo il 15% dei russi ritiene che gli Stati Uniti svolgano un ruolo positivo nel mondo, mentre la stragrande maggioranza è dell’idea che abusivo del loro potere e costringano Mosca a fare ciò che l’America vuole.

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Commenti all'articolo

  • chicchiara

    06 Luglio 2009 - 18:06

    Senza manco nominare Silvio? Ma si può? Faranno mica parte del complotto internazionale!!!

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