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Obama in visita in Ghana

"Africani, futuro dell'Africa"

Obama in visita in Ghana

Dal Ghana “esempio di democrazia”, Barack Obama si rivolge a tutta l’Africa e assicura: “Non siete soli”. Sembra quasi una conclusione logica il trasferimento da L’Aquila alla nazione africana per il presidente degli Stati Uniti d’America: al G8 si è parlato molto dei problemi che attanaglio il continente nero e il leader statunitense è giunto nella capitale Accra poche ore dopo che 20 miliardi di dollari erano stati stanziati per combattere la fame nel mondo.
"Nelle mie vene sangue africano" - “Conosco bene il tragico passato che a volte ha ossessionato questa parte del mondo”, ha raccontato l’inquilino della Casa Bianca, “nelle mie vene scorre il sangue dell’Africa e la storia della mia famiglia comprende sia le tragedie sia i più grandi successi della storia africana”. Nel corso della sua prima visita in un Paese dell’Africa subsahariana, di fronte al parlamento ghanese, ha assicurato il sostengo degli Usa, nel rispetto delle regole democratiche (“Aumenteremo il nostro sostegno agli individui e le istituzioni responsabili”), ma ha poi ripreso, in un certo senso, le parole della dottrina Monroe, alla base per anni della politica estera americana: “L’America agli americani” prima, “L’Africa agli africani” ora.
"La storia è dalla parte dei coraggiosi" - Il continente ha bisogno di istituzioni forti, capaci di garantire stabilità, prosperità e successo. Non deve cadere nella tentazione di affidarsi ad un uomo forte: “La storia è dalla parte degli africani coraggiosi, non di quelli che usano i colpi di Stato o cambiano la costituzione per restare al potere”. Basta conflitti, per troppo tempo “un elemento della vita, costanti come il sole”. “Voi – ha dichiarato rivolgendosi alla popolazione del Ghana e non solo – avete il potere di chiedere conto ai vostri leader di quanto fatto e di esigere che siano create istituzioni al servizio della gente”.
In pochi lo hanno fatto notare, ma il presidente democratico ha deciso di potenziare, e non di cambiare, la strategia adottata ai tempi dell’amministrazione Bush: “Rafforzando il forte impegno del presidente Bush, porteremo avanti la lotta contro l’Hiv/Aids”. Verranno stanziati 63 miliardi di dollari per fare fronte alle emergenze mediche: tubercolosi, malattie tropicali e poliomielite. “Ma è necessario che i singoli africani facciano scelte responsabili, che impediscano la diffusione delle malattie”.
L’Africa non è sola, soprattutto di fronte a tragedie come quelle del Darfur o alle minacce dei terroristi in Somalia: “Queste – ha detto Obama – sono le sfide per la sicurezza mondiale che richiedono una risposta mondiale”.
Il ricordo di Martin Luther King - “Cinquantadue fa”, ha concluso il suo intervento, “un giovane predicatore di nome Martin Luther King venne qui ad Accra per vedere la bandiera inglese che veniva rimpiazzata da quella ghanese. ‘Rinnova la mia convinzione nel trionfo della giustizia’, commentò King. Oggi quel trionfo deve essere riconquistato da voi”.

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