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La gaffe del Corriere

Bovè diventa Cohn-Bendit

La gaffe del Corriere
Uno, Daniel Cohn-Bendit, ha l’aria di intellettuale sessantottino che ama accompagnarsi con maglioni girocollo, i capelli rossi arruffati e un paio di occhialini che cascano a fagiolo; l’altro, José Bové, è un ruspante sindacalista con due lunghi baffi che lo fanno assomigliare tanto ad uno dei personaggi delle inchieste del commissario Maigret o a un bracciante d’Oltralpe. In comune hanno un cuore ecologista, non certamente l’aspetto.
Eppure il Corriere della sera ci è cascato: nella prima pagina in edicola oggi, compare un collage di foto dei nuovi parlamentari di Strasburgo ed ecco che, tra le poche righe che accompagnano il pezzo titolato “Il debutto della nuova Ue”, si legge: “Molti i volti nuovi. Dall’alto in senso orario: i francesi Rachida Dati (e ci siamo, ndr) e Daniel Cohn-Bendit (con una maglietta anti – Barroso)”. Peccato che non si tratti di Cohn-Bendit, ma di Bové.
Il duro Bové - Forse in via Solferino sono stati tratti in inganno dal fatto che entrambi appartengano al gruppo Europe Écologie, il cui presidente è proprio Cohn-Bendit, europarlamentare dal 1994. José Bové a Strasburgo ci è arrivato solo all’ultima tornata elettorale, dopo la sporadica candidatura alle Presidenziali francesi del 2007, quando ottenne 483.000 voti, pari all’1,32% dei consensi.
Nel maggio del 2004 aveva fatto irruzione con 200 persone nel reality show "La Fattoria" francese come forma di protesta per i guadagni smisurati dei concorrenti e per l'idea distorta che il reality dava della realtà contadina. Ha dato anche dimostrazione più volte di non apprezzare la catena americana McDonald's e tutti i prodotti ogm.
Dany il rosso - Cohn-Bendit ha un curriculum molto più chic, radical-chic: nel 1967 fu studente di sociologia presso la facoltà di Nanterre, dove cominciò il movimento che diede origine poi al Movimento del 22 marzo 1968. Fu inserito nella lista nera degli studenti. A seguito dell'evacuazione dei locali da parte della polizia il 2 maggio, fu uno degli studenti che occuparono la Sorbona il giorno seguente. Il 21 maggio, mentre era a Berlino, gli fu vietato il ritorno in Francia. Ma il 28 maggio riuscì a passare la frontiera con i capelli tinti e gli occhiali scuri ed intervenne ad un incontro alla Sorbona, dove venne acclamato dagli studenti in occupazione, passando alla storia come “Dany il rosso”.

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