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Iran, polizia contro i cortei

Scontri al cimitero: arresti

Iran, polizia contro i cortei
Il giorno di Neda, simbolo delle vittime degli scontri  del 20 giugno scorso in Iran è stato macchiato di sangue. Nuovi scontri sono scoppiati tra la polizia e i sostenitori dell'opposizione, che da tempo contestano la regolarità delle recenti elezioni presidenziali. I raduni sono stati vietati dal regime, ma gli organizzatori hanno ritenuto di procedere in qualsiasi caso. Diverse le tappe della manifestazione dei pro-Moussavi. Prima il cimitero di Behesht-e Zahra, nel sud di Teheran, dove sono sepolti Neda Agha-Soltan e altri giovani uccisi nella manifestazioni del 20 giugno, e la grande moschea 'Mosallah' di Teheran: in quest'ultimo luogo, dove le autorità avevano vietato una commemorazione delle vittime delle violenze post-elettorali, la polizia è intervenuta con lanci di lacrimogeni. Secondo alcuni testimoni le autorità sono intervenute per bloccare i dimostranti che stavano dando alle fiamme alcuni cassonetti.
E la situazione non è stata meno pesante neppure questa mattina al cimitero di Neda: la folla  ha lanciato pietre contro la polizia che aveva circondato il leader del opposizione Mehdi Karrubi al suo arrivo per la commemorazione delle vittime degli scontri seguiti alle presidenziali del 12 giugno. Gli agenti hanno picchiato con bastoni, manganelli e cinture le persone che si erano raccolte nel camposanto. Secondo alcuni testimoni citati dalle agenzie internazionali di stampa, la polizia avrebbe anche compiuto diversi arresti. Tra le persone finite in manette ci sarebbero anche i registi Mahnaz Mohammadi e Jaafar Panahi. A dare la notizia è stato il sito per i diritti delle donne Women's Field. Mohammadi è una giovane regista di documentari, mentre Panahi vinse il Leone d'Oro a Venezia nel 2000 con il film Il cerchio e l'Orso d'argento al Festival di Berlino del 2006, oltre che di premi minori a Cannes e Locarno.
Alla commemorazione per Neda c'erano anche i leader dell'opposizione Mir Hossein Moussavi e Mehdi Karrubi i quali, aggirando il divieto delle autorità iraniane, avevano deciso di raccogliersi in preghiera sulle tombe. Gli agenti hanno costretto Moussavi a lasciare il cimitero appena arrivato: il leader politico era riuscito a scendere dall'auto, accolto dagli slogan festosi dei manifestanti ("Ya Hossein! Mir Hossein!"), e a camminare fino alla tomba di Neda. "A Moussavi - hanno rivelato alcuni testimoni - non è stato permesso di recitare i versi del Corano: è stato immediatamente circondato da agenti in assetto anti-sommossa che lo hanno ricondotto alla sua auto». Non sono mancati i tafferugli: «Altre persone che si erano raccolte al cimitero hanno circondato la sua auto, tentando di non farlo andar via. Ma la polizia ha cominciato a spingere gli attivisti dopodiché Moussavi è ripartito".

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Commenti all'articolo

  • Lumenovic

    31 Luglio 2009 - 09:09

    Sono proprio degli gnucchi questi iraniani dissidenti, hanno fatto le elezioni, hanno ricontato le schede per sicurezza. Eppure non vogliono capire che hanno perso. Sono un po come la sinistra italiana.

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