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Kabul, bombe e razzi talebani

Agguato agli italiani: tutti illesi

Kabul, bombe e razzi talebani
Mancano appena due giorni alle elezioni in Afghanistan, ma a Kabul la situazione è incandescente. Questa mattina due razzi hanno colpito quasi contemporaneamente il Palazzo Presidenziale e il quartier generale della polizia, entrambi situati nel cuore della capitale: al momento non sembra ci siano vittime o feriti, ma il duplice attacco è indubbiamente un forte segnale delle intenzioni della guerriglia nei confronti delle istituzioni afghane. Inoltre un attentatore suicida si è fatto esplodere a Kabul al passaggio di un convoglio della forza internazionale Isaf: sei le vittime, 44 i feriti. Nel sud del paese invece un altro attentatore suicida si è fatto esplodere causando cinque vittime.

L'attacco missilistico - Quello con i missili è il secondo attacco a Kabul, dopo quello di sabato scorso di fronte al quartier generale della Nato, dove gli attentati sono rari, considerata la presenza di migliaia militari afghani e delle forze internazionali. Secondo fonti delle forze di sicurezza locali, un primo missile si è abbattuto sulla Presidenza della Repubblica, provocando gravi danni alla struttura; il secondo razzo è esploso pochi istanti dopo sulla sede centrale delle forze dell'ordine, che si trova a poca distanza. Gli attacchi sono stati rivendicati dai Talebani. Il loro portavoce, Zabihullah Mujahid, attraverso un telefono satellitare da un'ignota località, ha parlato di quattro razzi, senza specificarne i bersagli.

Scuole a rischio - I talebani della provincia afghana di Ghazni tornano a minacciare: «Chiuderemo per sempre» le scuole e i centri sanitari che saranno utilizzati come seggi nelle elezioni presidenziali di giovedì. L'avvertimento, che si unisce ad altri formulati nei giorni scorsi attraverso volantini e «lettere notturne» distribuiti in località dell'Afghanistan meridionale, è venuto attraverso la radio Fm Shariat Ghag (Voce della Sharia) che, inaugurata un mese fa, può essere ascoltata in cinque distretti della provincia meridionale di Ghazni. L'emittente ha cominciato a trasmettere i suoi avvertimenti domenica sera, ripetendo l'invito agli afghani a non andare a votare. Quelli che lo faranno, ha assicurato un portavoce talebano, «dovranno sopportare le conseguenze della nostra ira».

Sospese le operazioni militari - Dopo il governo di Kabul anche la Nato annuncia che sospenderà le operazioni militari giovedì prossimo giorno in cui in Afghanistan si voterà per eleggere il nuovo presidente. «In sostegno delle forze della Sicurezza nazionale afghana, che guidano le misure di sicurezza durante il processo elettorale, quel giorno saranno condotte solo le operazioni considerate necessarie per proteggere la popolazione» si legge in un comunicato. Domenica scorsa il ministro della Difesa afghano, Abdul Rahim Wardak, ha chiesto un giorno di cessate il fuoco per il 20 agosto, data appunto delle elezioni, assicurando che le forze governative fermeranno ogni operazione militare. E chiedendo ai talebani di fare lo stesso per permettere ai cittadini di recarsi a votare. Richiesta che non è stata accolta dai talebani che stanno rinnovando le minacce di morte contro gli afghani che si recheranno ai seggi. Saranno circa 200mila i militari afghani e 100mila le forze internazionali preposti a proteggere gli oltre 6500 seggi in tutto il paese.

Agguato agli italiani
- E questa mattina, nel corso di una operazione congiunta, le forze di sicurezza afghane e i militari italiani sono stati attaccati in un'area a circa 30 chilometri a nord est di Farah. È quanto riferisce in una nota il portavoce del Comando militare italiano di Herat, il maggiore Marco Amoriello spiegando che nessuno dei militari italiani, nè delle forze di sicurezza afghane è rimasto ferito.

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