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Raffica di attentati a Bagdad

Un centinaio i morti, 550 i feriti

Raffica di attentati a Bagdad
Anche l'Iraq è nel mirino dei terroristi, Proprio come l'Afghanistan, alla vigilia del voto. Il centro della capitale irachena, Bagdad, questa mattina è stato scosso da una serie di attentati: un centinaio di persone sono morte, 550 circa sono rimaste ferite. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, la prima esplosione è avvenuta con un'autobomba nei pressi della sede del ministero degli Esteri, che è rimasto danneggiato. L'esplosione ha provocato danni anche al vicino hotel Rashid", che abitualmente ospita funzionari governativi e uomini d'affari. Una seconda autobomba è esplosa invece nei pressi del ministero dell'Economia. L'attentato più devastante è stato messo a segno sulla superstrada che costeggia il ministero delle finanze, nel quartiere Wasiriya, dove è stato utilizzato un camion carico di esplosivo. Lo scoppio, secondo l'inviato dell'emittente, ha causato il crollo di una cinquantina di metri del viadotto della superstrada e la morte di circa 25 persone e il ferimento di 75 altre. A queste esplosioni è seguito il lancio di razzi: un primo missile è caduto vicino a uno dei varchi della superblindata Zona verde, nei pressi dell'Hotel Al-Rasheed, che si trova di fronte al palazzo che ospita temporaneamente il Parlamento iracheno. Alcuni giornalisti che si trovavano all'interno del palazzo sono rimasti feriti. In tutti, in varie zone della città, gli attentati sono stati sei.
Oggi ricorre peraltro l'anniversario del devastante attentato che il 19 agosto 2003 investì la sede delle Nazioni Unite a Baghdad, causando la morte di 22 persone, tra cui l'inviato speciale del segretario generale dell'Onu Sergio Vieira de Mello.
Me culpa, intanto, da parte del portavoce della sicurezza di Baghdad dopo gli attacchi: "Questa operazione dimostra negligenza ed è considerata una falla nella sicurezza, per la quale le forze irachene devono assumersi la maggior parte della colpa", ha detto il generale Qassim al-Moussawi alla tv di stato Iraqiya.

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Commenti all'articolo

  • Shift

    19 Agosto 2009 - 13:01

    Mi sembra ovvio che in tutto questo casino che accade in Iraq ci sia dietro la mano iraniana. Da sempre si sentono in guerra con l'Iraq e da sempre pretendono che gli sciti locali si uniscano a loro territorialmente. Non per niente l'Iraq era da sempre sotto il comando sunnita tramite Saddam, proprio perchè gli sciiti iraniani e quelli iracheni non facessero comunella. Dopo l'intervento americano le cose politicamente sono cambiate e le leve del potere sono in buona parte nelle mani degli sciiti locali. Ed ecco il casino continuo appena gli americani si sono ritirati fuori dalle città. Il mandante sono gli iraniani che hanno buon gioco a creare problemi. Di conseguenza l'unica maniera per farli smettere o è intervenire sull'Iran o ridare il potere ai sunniti, ricadendo nel fenomeno Saddam. L'unico vero vantaggio ottenuto dagli USA nella guerra all'Iraq è che almeno per un bel pò non si sentirà parlare di terrorismo da parte di un Saddam, ma forse inizieranno ad essere manovrati dagli iraniani sul campo del terrorismo. Il resto ricadrà nel solito casino precedente.

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