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Francia, gli operai minacciano:

soldi o avveleniamo la Senna

Francia, gli operai minacciano:

Dopo i sequestri dei manager, la minaccia di far saltare tutto con le bombole di gas, la nuova frontiera delle proteste operaie si chiama guerra chimica. Una sessantina di lavoratori dell’impresa di trasporti francesi Serta, prossima al fallimento, ha fatto sapere di essere pronta a versare 8.000 litri di prodotti tossici in un affluente della Senna, il torrente Cailly che passa vicino allo stabilimento, se non otterrà una liquidazione di 15.000 euro. ''E' la sola arma di cui disponiamo - ha spiegato Jean-Pierre Villemin, uno dei rappresentanti sindacali dei lavoratori, in sciopero dalla fine della scorsa settimana - ma non lanciamo ultimatum".

I precedenti  - La caccia al manager è stata aperta ai primi di aprile. Tutto è iniziato con Francois-Henry Pinault, marito di Salma Hayek e patron di molti brand di lusso, che poi è diventato solamente uno dei direttori di grandi aziende sequestrati dai dipendenti: lui è stato liberato dalla polizia, dopo essere stato preso d’assedio sul suo taxi. Tutta colpa del taglio di 1200 posti di lavoro. Altri esempi sono quelli di alcuni dirigenti della Caterpillar che sono stati tenuti sotto chiave dagli operai dell’azienda di Grenoble. Anche in questo caso la protesta avviene dopo l’annuncio del taglio di molti posti di lavoro, per il notevole calo delle vendite. La minaccia di far saltare lo stabilimento con le bombole di gas invece l’avevano lanciata a metà luglio alcuni operai di una fabbrica di componentistica di auto in fallimento. L’azione sarebbe messa in atto se i 366 operai della New Fabris di Chatellerault non avessero ottenuto da PSA Peugeot Citroën e Renault 30.000 euro di indennità ciascuno. Gli operai avevano posto bombole di gas in varie parti della fabbrica e erano pronti a far saltare tutto se entro fine mese non avessero raggiunto un accordo.

In Italia – In Italia il caso della Innse di Milano ha lanciato la protesta del ‘non scendo più’. I lavoratori sono saliti su una gru e ci sono rimasti fino a che l’azienda non è stata salvata. Il buon risultato ha subito spinto altri ad imitarli: alcune guardie giurate di Roma sono salite sul Colosseo, rifiutandosi di scendere per giorni, per protestare contro i licenziamenti della loro società. In quest'ultimo caso i lavoratori non sono ancora scesi, tranne uno per problemi di salute, perchè la controversia non è stata risolta. 

 

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