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Afghanistan, iniziato lo spoglio

Si apre la sfida tra candidati

Afghanistan, iniziato lo spoglio
 Un risultato incerto, anche perché lo spoglio delle schede elettorali in Afghanistan potrebbe durare qualche settimana. Nel frattempo i leader nazionali e internazionali hanno espresso soddisfazione per l'affluenza alle urne che si è assestata intorno al 50%. Intanto i due contendenti litigano. Deen Mohammad, responsabile della campagna elettorale del presidente afghano Hamid Karzai, ha annunciato la vittoria alle elezioni presidenziali: "I risultati iniziali mostrano che il presidente ha ottenuto la maggioranza". Ha poi aggiunto però che l'annuncio dei risultati definitivi spetta alla commissione elettorale. "Non è vero", ha detto Fazl Sangcharaki, portavoce del principale sfidante di Karzai, Abdullah Abdullah. "Allora anche noi lo diciamo: 'Forse non ci sarà bisogno del ballottaggio e Abdullah ha vinto' " I funzionari afghani e il contingente Usa hanno tirato un sospiro di sollievo ieri alla chiusura dei seggi: le elezioni si sono svolte in modo relativamente pacifico, nonostante i talebani avessero promesso di ostacolarle con la violenza. Ci vorranno almeno due settimane per avere i risultati preliminari ufficiali, ma il conteggio è iniziato immediatamente dopo la chiusura delle urne ieri, e i 6.200 seggi devono registrare i risultati man mano che lo spoglio prosegue.

Stamani
un seggio è stato dato alle fiamme nel distretto di Kushi-i-Kuhna, a nord-est di Herat. Gli insorti che hanno sferrato l'attacco contro il sito elettorale che si trova all'interno dell'area del Regional Command West a comando italiano, pensavano che all'interno si trovassero le schede elettorali, ma queste erano già state trasferite. Come ha sottolineato il generale Rosario Castellano, comandante della Brigata Folgore e di RC West, la fase di trasporto delle schede dai seggi ai capoluoghi di provincia, successivamente a Herat e poi a Kabul, è «un momento molto critico che fa gola a tanti insorti». Per questo l'impegno di Isaf prosegue fin quando il trasporto delle schede non sarà concluso. Sono quindi ancora «mobilitati 22 elicotteri, sette dei quali d'attacco», ha precisato Castellano, ricordando che è con i Mangusta che viene effettuata la scorta ai velivoli afghani che trasportano le schede.

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha commentato le recenti elezioni afghane: “Incidenti ci sono stati, ma molto ridotti rispetto alle minacce dei talebani e dei signori della guerra, che avevano promesso di tagliare le dita a tutti coloro che votavano. Queste elezioni sono state un successo per la democrazia afghana - ha ribadito - e sotto questo punto di vista è un importante passo avanti verso il ritorno dei nostri ragazzi”. Riguardo al ritiro delle truppe italiane il ministro ha precisato che avverrà “quando sarà completata l'afghanizzazione del Paese. Ovvero quando il governo, l'esercito e la polizia afghana saranno in grado da soli di combattere e contrastare il terrorismo”. Intanto ha aggiunto la Russa, “il numero dei nostri ragazzi non aumenterà, anzi i 500 soldati in più che abbiamo inviato per le elezioni torneranno a settembre. E non è previsto l'invio di altre truppe. Nè lì, nè altrove”.

 

 


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