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Obama si crea la sua Cia

per interrogare i terroristi

Obama si crea la sua Cia
 Mentre si aspetta l’uscita, prevista per le prossime settimane, del rapporto sulle tecniche di interrogatorio usate dopo l’11 settembre, Barack Obama crea una nuova unità per interrogare i principali sospettati di terrorismo che verranno catturati. L'Hig (High-value detainee Interrogation Group) è un team di esperti legali e di diverse agenzie di intelligence. I futuri interrogatori saranno ospitati dall'Fbi, ma la supervisione spetterà al Consiglio di sicurezza nazionale, allontanando il centro di gravità dalla Cia, scrive il quotidiano 'Washington Post', e garantendo alla Casa Bianca un controllo diretto. Il direttore dell'Hig dovrebbe arrivare dall'Fbi mentre il suo vice da una delle agenzie di intelligence, come la Cia, prosegue il quotidiano citando sue fonti e ricordando che anche se alcuni agenti sono stati accusati di torture, l'agenzia continuerà ad avere “un ruolo importantissimo”. Resta da notare che sulle accuse di abusi che riguardano soprattutto detenuti in Iraq e Afghanistan durante l'amministrazione Bush non è stata mai aperta un'inchiesta.

Il rapporto, tra pistole e waterboarding - Un lungo rapporto dell’ispettore generale della Cia che sarà pubblicato la prossima settimana rivela le tecniche di interrogatorio usate dopo l’11 settembre. Tra cui anche le finte esecuzioni. Tecniche non autorizzate dal Dipartimento di giustizia Usa. Il rapporto, dicono fonti anonime a Newsweek, descrive come un detenuto, Abd al-Rahim al-Nashiri, sia stato spaventato con una pistola carica durante un interrogatorio della Cia. L’agente che cercava di ottenere informazioni da Nashiri gli ha detto che lo avrebbe ucciso, se non avesse parlato. Insomma, proprio quel che si vede nei film. Il fine era ovviamente quello di spaventare il prigioniero, facendogli credere che fosse quasi giunta la sua ora. Per rendere più credibile la minacciata esecuzione, un agente nella stanza a fianco ha fatto fuoco per davvero. Il rumore dello sparo doveva servire a far credere a Nashiri che un altro prigioniero – evidentemente silente - era stato ammazzato. L’agente che ha steso il rapporto fa intuire che le finte esecuzioni fossero una tecnica di rutine. Prima di andarsene, gli agenti dell’amministrazione Bush avevano confermato che Nashiri era uno dei tre detenuti della Cia soggetto a waterboarding, cioè la tortura dell’acqua in bocca fin quasi all’affogamento. Avevano anche fatto sapere che gli interrogatori di Nashiri e di un altro detenuto di Al Qaeda erano stati ripresi con la videocamera. Ma i nastri non si trovano: si pensa che siano stati distrutti dal National Clandestine Service.

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Commenti all'articolo

  • Shift

    24 Agosto 2009 - 14:02

    Un'altra assurdità inventata di sana pianta da Obama, il Presidente musulmano degli USA. E' notorio a tutti che l'FBI si occupa da sempre di faccende che riguardano l'ordine interno USA. La CIA, invece, di tutto ciò che accade esternamente agli USA, proprio per non intralciare l'operatività dell'una con l'altra organizzazione, con compiti ben definiti che possano impedire meglio l'intralcio eventuale. La CIA, però, è diretta dal Pentagono o ne è alle strette dipendenze, cosa che infastidisce le possibilità di Obama di fare il bello e il cattivo tempo, secondo i suoi desiderata, senza venire a cadere nel mirino dei vari addetti che possano notarne le stranezze e incongruenze di comportamento, nei confronti della difesa del suo paese, gli USA. La CIA, diversamente dall'FBI, essendo un organizzazione diretta alla difesa degli USA, anche contro coloro che usano mezzi illegali e fuori dalle regole, è inevitabile che usi mezzi illegali, altrimenti che razza di servizio segreto sarebbe se si potesse fare tutto alla luce del sole? Non è possibile usare la legalità contro l'illegalità fuori dal proprio paese, nè pensare di usare contro avversari usi a questo la legalità, dopo averli portati in USA, per questo i prigionieri terroristi venivano tenuti a Guantanamo, terra di nessuno. Sono tutte cose che i politici e istituzioni USA sanno perfettamente, come lo sa qualsiasi paese al mondo per gli stessi motivi che li riguardano. Di conseguenza questa uscita anomala di Obama è un brutto segnale, che può far installare tutta la difesa degli USA in inutili e sciocche procedure legali, visto che riguarda nemici dichiarati e combattenti nell'ombra. Contro chi combatte nell'ombra non si può che rispondere combattendoli a propria volta nell'ombra, non c'è democrazia o regole che tengano in questi casi. Quello che spinge Obama a fare ciò non è tanto la ricerca del diritto, ma il tentativo di rendere impossibile la difesa agli USA, da vero musulmano, e aiutare, allo stesso tempo, in qualche modo i suoi confratelli nella "fede". Prima gli americani lo capiranno e meglio sarà per gli USA e l'occidente.

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