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Belgio, al Senato una legge

per vietare burqa e niqab

Belgio, al Senato una legge
 Un progetto di legge che vieta l'uso del burqa afghano o del niqab saudita in Belgio è stato presentato in Parlamento. Lo ha annunciato Christine Defraigne, capogruppo del Movimento riformista, uno dei maggiori partiti del paese, nel Senato belga. In alcune dichiarazioni di oggi, la senatrice ha detto che la proposta di legge è motivata dall'attenzione per la sicurezza pubblica e il rispetto dei valori sociali. La Defraigne ha sottolineato che la legge prevede delle sanzioni contro chi indossa abiti che ostacolano il riconoscimento o l'individuazione dell'identità nei luoghi pubblici, soprattutto gli indumenti che coprono totalmente o parzialmente il viso, come il burqa o il niqab. Tra le sanzioni proposte, vi è il pagamento di una multa tra i 15 e i 25mila euro e la prigione fino a una settimana. Saranno le autorità competenti a stabilire quale tipo di pena infliggere, ha sottolineato la senatrice, la quale si è detta ottimista riguardo all'approvazione della legge, che ancora deve essere votata. Tuttavia, ha aggiunto, questa gode del “sostegno” del direttore del Centro per le pari opportunità, di alcuni intellettuali del paese e deputati della corrente democratica.

Il dibattito sulla questione del burqa e del niqab è già stato affrontato più volte in Belgio, sia negli ambienti istituzionali sia dall'opinione pubblica. Un senatore belga aveva dichiarato in proposito che indossare questo genere di indumenti non è un fatto religioso, in quanto “il Corano non parla di queste cose”. Di conseguenza, essere contrari a burqa e niqab non significa essere ostili all'Islam, aveva aggiunto. Il progetto di legge proposto oggi è il completamento di un testo di legge già presentato nel 2004 dal Movimento riformista che mirava a uniformare le direttive in vigore in alcune cittadine a maggioranza musulmana in Belgio nel senso del divieto di indossare abiti che nascondano l'identità della persona nei luoghi pubblici, salvo l'ottenimento di un permesso speciale del sindaco.

In Francia – Il problema è già stato affrontato anche in Francia dove davanti alle Camere riunite in sessione straordinaria  a Versailles (non accadeva dal 1848) ha aggiunto: “Il problema del burqa non è una questione che investe la religione ma la dignità delle donne. E’ il simbolo dell’asservimento e della sottomissione. Il burqa non sarà mai il benvenuto nella Repubblica francese”. L’intervento è avvenuto all’inizio dell’estate quando si era risollevato il problema.

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Commenti all'articolo

  • allengiuliano

    03 Settembre 2009 - 14:02

    Stai a vedere che anche in Belgio dopo la Francia si sono rotte le scatole di vedere fantasmi col velo o con il burqa. Quando l'Italia imparerà a non calare le brache davanti a questi "signori" con il copripidocchi in testa? Visto che siamo in Europa, perchè i "geni" purtroppo sensa cervello, del parlamento europeo non fanno una legge comune che vieti il "carnevale" delle donne musulmane negli stati dell'UE. Se si voglio tenere i loro bei lenzuolini, tornino al loro paesello!!!!!!!!

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  • Shift

    03 Settembre 2009 - 14:02

    Fanno bene i belgi, l'unico neo è quel senatore belga che ha accampato una giustificazione ipopcrita e risibile. Ha detto che non è prescritto nel Corano, quindi la legge non è anti islamica. Scemenze! Il Corano in realtà prescrive che la donna sia coperta e non visibile. Non si vede perchè non si debba essere anti islamici quando è una religione per modo di dire, ma piuttosto una predicazione di morte, conquista e sottomissione di chi non la pensa come loro. Immagino che in Belgio valgano le leggi belghe, così come in ogni paese valgono le leggi del paese in questione, quindi perchè mai non dovrebbero valere le leggi belghe se si tratta di islam? Semplicemente incomprensibile e idiota da parte di quel senatore belga l'averlo detto.

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