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Scontro Pentagono-Ap

per la foto del soldato morente

Scontro Pentagono-Ap
Non è la scena di un film, ma rimane una vera scena di guerra la fotografia di un giovane Marine dilaniato e morente sul campo di battaglia in Afghanistan. Lo scatto è di Julie Jacobson, reporter dell’Associated Press che, con il collega Alfred De Montesquiou ha seguito le operazioni del contingente statunitense impegnato nei duri scontri nella provincia dell’Helmand. Una scena drammatica che ha provocato le proteste del Pentagono dopo che è stata resa pubblica dall’agenzia.
"Mancanza di compassione" - In una lettera indirizzata all’Ap, il segretario alla Difesa americano Robert Gates ha infatti bollato la scelta come una “raccapricciante violazione del buon senso e del rispetto delle persone” e, in particolare, della famiglia del 21enne caporale Joshua Bernard, involontario protagonista della fotografia, morto lo scorso 15 agosto per le ferite riportate.
“Non sono nemico dei media, ma la vostra mancanza di compassione e di senso comune nel mettere la foto di questo giovane smembrato e mortalmente ferito sulle prime pagine di numerosi giornali è raccapricciante. Non c'è legge o diritto costituzionale che tenga. Qui è in gioco il buon senso e il rispetto delle persone”, ha scritto Gates nella lettera.
La foto e il racconto della reporter - Nell'immagine, il soldato è assistito da due commilitoni dopo esser stato colpito da una granata in un boschetto di melograni nei pressi del villaggio di Dahaneh. A sentire la sua testimonianza, la Jacobson non si era nemmeno resa conto di cosa fosse accaduto, mentre cercava di indirizzare il teleobiettivo: “Poi l'ho visto, a dieci metri da me. Una gamba strappata dall'esplosione, l'altra appesa a un brandello di pelle. Aveva perso conoscenza”. La decisione di inserire lo scatto nei circuiti internazionali è stata presa tra mille difficoltà, hanno fatto sapere dall’agenzia. “I nostri giornalisti documentano avvenimenti mondiali ogni giorno e l'Afghanistan non fa eccezione: è nostro dovere mostrare la realtà della guerra per spiacevole e brutale che sia”, è stato il commento di Santiago Lyon, il capo del servizio fotografico.
Nel tentativo di non provocare troppo scalpore, la pubblicazione è stata posticipata dopo il funerale del caporale Bernard, celebrato il 24 agosto. Alcune testate si sono comunque rifiutate di pubblicarla.
La svolta di Obama - Le immagini di soldati americani morti o mortalmente feriti in combattimento sono rare in parte perché è difficile per un giornalista avere accesso alla linea del fronte, in parte perché le regole del Pentagono impediscono di mostrare le immagini fino a che che le famiglie non siano state avvertite. Recentemente però il presidente Obama ha concesso che venissero distribuite le foto delle bare che rientrano negli Stati Uniti dall’Iraq e dall’Afghanistan, sempre che le famiglie dei soldati morti siano d’accordo.

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Commenti all'articolo

  • franziscus

    05 Settembre 2009 - 18:06

    Ripeto, la guerra è orrenda ed è un anticipo del passaggio dei Cavalieri dell Apocalisse, però quel Soldato è morto per la libertà e meritava rispetto. La pax americana non sarà certo la perfezione, ma la preferisco mille volte di più della pax talebana.

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  • albertobertoni

    05 Settembre 2009 - 10:10

    Su certe cose Obama sembra fare di proposito l'esatto contrario di ciò che faceva Bush. Le foto dei morti in guerra sono un esempio; un altro è l'aver sputtanato la CIA per i presunti maltrattamenti durante gli interrogatori. Ma l'Obamino se li ricorda gli interrogatori degli "altri", cioé di quelli che sgozzavano in diretta? Di fronte a bestie del genere mi sento di dire che se qualcuno ha avuto la mano un po' pesantuccia (per il nostro standard, non per quello degli assassini in diretta) con possibili sgozzatori, io non mi sento di criticarli. Le anime pie mi diranno che non ci si può mettere allo stesso livello: che vadano affanc...! ...è facile parlare quando si è al sicuro. Quanto ai giornalisti che l'Obamino ha benedetto evitando di fare problemi sulla pubblicazioni di foto di terribile impatto, a me sembra che non ci sia bisogno di pubblicarle, perlomeno per rispetto verso i morti. Mi sembra invece che l'Obamuccio abbia fatto un'altra crocetta nella sua agenda delle attività anti-bush e quindi anti-Repubblicane, quindi il suo "placet" va forse visto come un colpo alla sua opposizione piuttosto che come l'ennesimo "atto di democrazia e liberalizzazione" come invece diranno glo Obama-boys locali. Scordavo: non sono un fan di Bush...tanto per chiarire.

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  • franziscus

    05 Settembre 2009 - 10:10

    Anche se per fortuna non ci siamo stati, sappiamo tutti cosa succede in guerra. Non penso che tali reportages ci servano per illuminarci. Sono solo sciacallaggio di alcuni giornalisti mezze calzette per fare conoscere il loro nome lucrando sulla morte di qualcuno.

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