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Cina, aggressioni con siringhe

settantacinque arresti

Cina, aggressioni con siringhe
Settantacinque persone appartenenti a sette “gruppi terroristici” che, secondo la stampa cinese, avrebbero terrorizzato la popolazione cinese con delle siringhe vuote sono state arrestate nella Regione Autonoma del Xinjiang (nordovest della Cina). Gli arresti avvengono dopo che la scorsa settimana tre persone sono state condannate per gli attacchi con le siringhe. Una di queste,Yilipan Yilihamu di 19 anni, è stato condannato a 15 anni di prigione per aver, scrive il quotidiano Global Times, “affondato un ago ipodermico nelle natiche di una donna il 28 agosto scorso”. Della nuova ondata di arresti 36 sono stati eseguiti ad Urumqi, la capitale della regione dove nel luglio scorso quasi 200 persone sono state uccise in scontri tra uighuri, l' etnia locale, e immigrati cinesi. Gli altri sono avvenuti nelle città di Kashgar, Changji, Aksu ed Altay. La psicosi dell'attacco con la siringa è esplosa ad Urumqi all' inizio di settembre, quando 531 persone si sono fatte ricoverare in ospedale denunciando di essere state attaccate con la singolare arma. I medici affermano che di queste 171 mostravano “segni di essere state colpite da un ago”. Nessuna delle vittime ha mostrato segni di infezioni nel sangue, sempre secondo i sanitari cinesi.

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Commenti all'articolo

  • Shift

    16 Settembre 2009 - 13:01

    I musulmani cinesi hanno iniziato la loro lotta contro la Cina. In quei luoghi, provincia del Xinjiang si fanno chiamare uighuri, ma sono musulmani e come tutti costoro, in tutto il resto del mondo, intendono prevalere e conquistare chi gli si oppone alla conquista. La Cina, finora abbastanza tranquilla, incomincia adesso a scoprire il pericolo dei musulmani.

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