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Colpo di stato in Mauritania

I militari prendono il potere

Colpo di stato in Mauritania
Aeroporto chiuso, trasmissioni cessate da parte di radio e televisioni. La Mauritania è una nazione isolata dopo il colpo di stato di questa mattina, quando le forze armate hanno preso il controllo del palazzo presidenziale nella capitale Nouakchott, arrestando il primo ministro Yahia Ould Ahmed El-Ouakef e il presidente Sidi Ould Cheich Abdallah. I militari poi hanno occupato la sede del partito del presidente e proclamato l’instaurazione di una giunta militare, al momento presieduta dal capo della guardia presidenziale, il generale Mohamed Ould Abdel Aziz. La scintilla che avrebbe fatto scoppiare la ribellione delle forze militari sarebbe stata la decisione del presidente Abdallah di sostituire diversi ufficiali, compreso lo stesso Aziz. Una presa di posizione assunta in un periodo di crisi politica con le dimissioni di lunedì di 48 parlamentari del partito presidenziale, il Pndd.
Il presidente Abdallah e il premier El-Ouakef si trovano agli arresti, mentre sono stati sollevati dalle loro cariche i quattro ufficiali più alti in grado delle forze armate del Paese dell’Africa nordoccidentale.
Preoccupazione dall’Unione europea: la commissione "condanna fermamente" il colpo di stato ed esprime "viva preoccupazione" per la situazione. Lo si legge in un comunicato diffuso a Bruxelles.
Anche da Roma vengono espressi timori. "La preoccupazione è alta. Cercheremo di evacuare i cittadini italiani" afferma il sottosegretario agli Esteri, Stefania Craxi. La Farnesina comunque rassicura sulla situazione dei connazionali in Mauritania, la cui presenza non è numerosa. L'Unità di crisi si è messa in contatto con il nostro consolato nel Paese africano e, una volta verificato che si è trattato di un golpe non violento, ha assicurato che "la situazione è sotto controllo".
Ex colonia francese, la Mauritania ha ottenuto l'indipendenza nel 1960, sotto la presidenza di Moktar Ould Daddah, rimosso nel 1978 con un colpo di stato guidato dal colonnello Ould Saleck. Nel 1984, il colonnello Maaouiya Ould Taya ha rovesciato il presidente Mohamed Khouna Ould Haidalla, al potere dal 1980. Eletto alla presidenza nel 1992, Maaouiya Ould Taya è stato rieletto nel 1997 e 2003. Il 3 agosto 2005 prendeva il potere una giunta militare, dopo aver rovesciato il regime di Ould Taya, che si impegnava a favorire una transizione democratica verso nuove consultazioni. Nel 2006 è stata adottata una nuova costituzione che prevede un sistema presidenziale, con nuove elezioni nel 2007 vinte da Sidi Ould Cheikh Abdallahi.

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