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Iran, cortei, scontri e arresti

Aggrediti Moussavi e Khatami

Iran, cortei, scontri e arresti
Ancora manifestazioni. Ancora gente in piazza. Ancora scontri. Sono decine di migliaia i manifestanti sostenitori dell'oppositore moderato iraniano Mir Hossein Mussavi scesi nelle strade a Teheran. I dimostranti, tra cui un elevato numero di donne, e in gran parte giovani, hanno scleto di rinnovare le proteste contro l’esito delle discusse presidenziali del 12 giugno, che sancirono la conferma in carica di Mahmoud Ahmadinejad, ma che da più parti sono state condannate come viziate da pesanti brogli. E hanno scelto come data l'annuale manifestazioni contro Israele. I riformisti temono che alla fine delle celebrazioni per la Giornata di Gerusalemme le autorità possano decidere di far scattare le manette anche per Moussavi e l'altro esponente riformista Mehdi Karrubi. La manifestazione, tutt'altro che pacifica, si è presto trasformata in veri e propri scontri con le forze militari iraniane: ci sono stati alcuni arresti, almeno dieci. Al momento si contano due feriti tra i dimostranti. "Le forze di sicurezza hanno appena arrestato dieci persone. Stanno spingendo i manifestanti e percuotendoli", ha raccontato un testimone. L'ex presidente riformista Mohammad Khatami è stato costretto a lasciare la manifestazione in seguito a un'aggressione per mano di ignoti. È quanto ha riferito il sito riformista 'Parlemaan', secondo il quale gli aggressori avrebbero fatto cadere a terra il turbante di Khatami e gli avrebbero lacerato i vestiti. Voci riferite dai blogger iraniani testimoni dell'evento sul social network 'Twitter' riferiscono che l'attacco a Khatami è stato condotto da alcuni uomini vicini al figlio del direttore del quotidiano ultraconservatore 'Kayhan', Hossein Shariatmadari. Alcuni manifestanti hanno risposto agli aggressori difendendo Khatami, che non ha riportato né ferite, né traumi. Dopo aver aggredito fisicamente l’ex presidente dell’Iran, un manipolo di fedelissimi del regime degli ayatollah ha assaltato l’auto del leader dell’opposizione, Mir Hossein Moussavi, costringendolo a fuggire e a abbandonare le celebrazioni. Una vasta folla ha accolto lui e le sue guardie del corpo al grido di "Morte a Moussavi, l’ipocrita!". Poi i facinorosi hanno preso a vibrare calci contro la vettura e pugni sui vetri dei finestrini, imponendo all’autista di allontanarsi precipitosamente.

Scontri si stanno verificando tra riformisti e forze para-militarinelle città iraniane di Mashhad e Tabriz. Secondo l'emittente satellitare 'al-Arabiya' gli scontri più violenti si registrano a Tabriz, che è la più grande città nell' Iran nordoccidentale, nonché roccaforte di Mir Hussein Mousavi. Inoltre testimoni sostengono di aver udito colpi d'arma da fuoco nella città di Qom, centro del clero sciita, anche se non sono chiare le dinamiche di quanto accaduto. Altri scontri sono stati registrati a Esfahan e Teheran. In occasione della giornata mondiale di Gerusalemme, che si sta svolgendo oggi in Iran per ricordare la questione palestinese, i militanti riformisti hanno deciso di scendere in piazza nelle più importanti città del paese. E violenti scontri sono scoppiati nella città iraniana di Esfahan tra gruppi di manifestanti riformisti e le milizie Basij, fedeli al governo di Mahmoud Ahmadinejad. Secondo 'al-Arabiya', gli scontri si registrano in particolare nella piazza della Rivoluzione dove elementi della sicurezza sono intervenuti lanciando lacrimogeni per disperdere i manifestanti.

Ahmadinejad : Israele è alla fine
- "L'Olocausto è stata solo un pretesto per occupare la terra palestinese". È con queste parole che il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha aperto il suo discorso in occasione della giornata di Gerusalemme che si sta celebrando in Iran a sostegno dei palestinesi. Il leader sferra ancora un ennesimo attacco contro Israele. "Dopo la secondo guerra mondiale, i sionisti hanno approfittato del fatto che i musulmani hanno trascurato il problema ed hanno occupato la terra palestinese - ha affermato - i britannici hanno poi spinto gli ebrei ad occupare quella terra insieme ad altri paesi europei". Ahmadinjad è poi tornato a mettere in dubbio l'Olocausto. "I sionisti - ha incalzato - hanno prodotto film e libri per dire che la Palestina era la terra promessa e hanno portato avanti una guerra psicologica per poi dire, dopo la Seconda Guerra Mondiale, che erano state vittime del cosiddetto Olocausto. Essendo quindi stati vittime di una ingiustizia sostenevano di avere il diritto ad una terra".

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Commenti all'articolo

  • Shift

    20 Settembre 2009 - 13:01

    Non credo che gli oppositori siano migliori dell'attuale governo iraniano. La lotta che c'è è solo una lotta di potere, anche se l'opposizione dovesse vincere non vedremo democrazia sugli altari e islamismo agli inferi, sarà solo un cambio dipoltrone e qualche attenuazione fondamentalista. L'unica cosa incomprensibile è il silenzio degli USA che durante l'amministrazione Bush aveva operato per scalzare costoro e che con Obama soldi e sforzi effettuati per aiutare l'opposizione sono andati sprecati. Non si è nemmeno degnato di dire due parole a favore o contro. L'Iran è un pericolo per tutti e sarebbe necessario un'attenzione particolareggiata e interventi atti a farne diminuire il pericolo, invece niente, il vuoto totale, l'immobilismo assoluto.

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  • efisiopiras

    18 Settembre 2009 - 19:07

    Le possibilità che a Teheran scoppi una rivolta contro il truffatore Ahmadinejad sono per ora molto limitate ,avendo egli creato una milizia ultra conservatrice islamo-nazionalista in cui la parola islam provoca nelle persone non più giovani un senso di riverenza e di intoccabilità.Vedremo ,tra qualche anno o qualche mese che cosa combinerà questo ometto (a proposito,anche Hitler era un ometto).

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  • ghorio

    18 Settembre 2009 - 14:02

    E' chiaro che tutto quello che succede in Iran c'è da prenderlo con le pinze. Personalmente faccio il tifo per Moussavi, anche se vedo che l'odio verso Israele accomuna le due fazioni. Una cosa è certa: viste le responsabilità dell'Occidente sulla caduta dello Scià, almeno lo stesso Occidente dovrebbe isolare l'attuale regime. Giovanni Attinà

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