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Diritti umani, lite Usa-Pechino

La Cina: Bush non s'intrometta

Diritti umani, lite Usa-Pechino
Aria calda tra Pechino e Washington. Alle preoccupazioni espresse dal presidente degli Stati Uniti George Bush sulla situazione dei diritti umani in Cina, risponde quest’oggi il portavoce del ministro degli Esteri cinese, Qin Gang: “Nessuno dovrebbe interferire con le questioni interne di un'altra nazione”. E ancora: Stati Uniti e Cina hanno idee divergenti sui diritti umani e i temi religiosi: “Pechino si oppone in modo fermo a parole e atti che utilizzano questi argomenti per interferire negli affari interni di un altro Paese”. Il presidente americano era intervenuto mercoledì durante la visita in Thailandia, prima di arrivare a Pechino per la cerimonia di inaugurazione dei Giochi olimipici.
Ma c’è la Francia che protesta nei confronti del governo cinese. Nicolas Sarkozy, presidente di turno dell’Unione europea, ha trasmesso una lista di detenuti politici cinesi e di attivisti di diritti umani. Ad annunciarlo il ministro degli Esteri francese. La lista era stata consegnata dal gruppo dei Verdi del Parlamento europeo. Oltre ai vari casi individuali, nella lista evocata dall’Unione europea con la Cina nel quadro dell’abituale dialogo sui diritti umani, la lista trasmessa alle autorità cinesi comprende l’insieme dei casi sollevati da Cohn-Bendit, uno dei maggiori esponenti del gruppo, e diverse organizzazioni per la difesa dei diritti dell’uomo: “Siamo contenti della decisione dei leader di non partecipare alla cerimonia di apertura dei Giochi olimpici e sproniamo Nicolas Sarkozy e gli altri leader che si recheranno in questa vetrina politica a non rimanere in silenzio di fronte all'esteso abuso dei diritti umani in Cina”.

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