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Nucleare, ultimatum all'Iran

"Subito spettori o sanzioni"

Nucleare, ultimatum all'Iran

L'Iran ha tempo fino al 1° ottobre per conformarsi alle risoluzioni delle Nazioni Unite e se non lo farà scatteranno sanzioni internazionali. L'ultimatum ad Ahmadinejad arriva dai Grandi della Terra, all'indomani delle dichiarazioni della Russia, che ieri aveva parlato di "sanzioni in alcuni casi inevitabili", riferendosi alla situazione iraniana. "Non faremo finta di niente, non glielo lasceremo passare", tuonano Usa, Francia e Inghilterra, che chiedono all'Itan di aprire le porte dei suoi siti segreti agli ispettori dell'Aiea. Intervenendo a Pittsburgh, il capo della Casa Bianca ha sottolineato che l'Iran "dovrà rispondere" delle sue violazioni dei parametri e delle leggi internazionali. Obama ha spiegato che Teheran ha già violato più volte in passato questi standard. E alla condanna di Stati Uniti, Regno Unito e Francia (Sarkozy ha detto che "il tempo stringe e se non ci saranno cambiamenti profondi» nell'atteggiamento dell'Iran nuove sanzioni dovranno essere decise» dalla comunità internazionale") si associa anche l'Italia. Lo riferisce una nota di Palazzp Chigi. Anche Il cancelliere tedesco Angela Merkel si è detta "molto preoccupata" e ha garantito che la Germania "si è concertata con gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia e vedremo in che misura Cina e Russia vorranno esprimersi sulla questione". Russia e Cina fanno parte del gruppo dei 5+1, formato dai cinque Paesi con potere di veto al Consiglio di Sicurezza dell'Onu più la Germania: "Siamo preoccupati ed aspettiamo spiegazioni il più presto possibile" da Teheran, ha aggiunto la Merkel.

Ma la Repubblica Islamica insiste sul suo diritto a produrre combustibile tramite reattori nucleari.

L'impianto - Secondo informazioni della Casa Bianca l'impianto è ancora incompleto ma potrebbe contenere fino a tremila centrifughe. L'impianto avrebbe "le dimensioni giuste" per produrre abbastanza uranio per uso militare, ha detto un funzionario della Casa Bianca. L'impianto poteva produrre abbastanza uranio arricchito per essere usato in "un ordigno nucleare o due" per anno. Il funzionario ha aggiunto che l'impianto nucleare non era ancora operativo "ma poteva diventarlo nel giro di alcuni mesi".

Progetto in via di definizione - È in fase di progettazione il secondo impianto nucleare iraniano, una centrale da 360 megawatt che si aggiungerà a quella da 1000 megawatt di Bushehr. Lo ha rivelato Mohammed Saeedi, vice capo dell'Organizzazione per l'energia atomica iraniana, citato dall'agenzia d'informazione 'Irna’. “Siamo nella fase di progettazione dell'impianto nucleare. Gradualmente questa fase sarà completata e inizieremo la realizzazione”, ha affermato Saeedi che ha aggiunto: “Il sito dell'impianto è già stato scelto”. Le autorità iraniane hanno reso noto che il progetto della centrale di Bushehr è stato completato per il 96 per cento, mentre la fase preliminare del nuovo impianto, che sorgerà nell'area di Darkhovin, nel sudest del Paese, è già stata avviata nei primi mesi del 2009.

Lo zampino di Putin - L'impianto di Bushehr, che al momento ha una capacità di 1.000 megawatt, raggiungerà una capacità di 20.000 megawatt entro il 2020, grazie all'impegno della Russia che ha fornito all'Iran il carburante necessario alla messa in attività dell'impianto. Una notizia questa che, se confermata, non contribuisce a creare un clima favorevole in vista del vertice del prossimo primo ottobre in Svizzera, dove si incontreranno una delegazione del governo iraniano e i rappresentanti del gruppo di contatto 5+1, ovvero i Paesi membri del Consiglio di Sicurezza dell'Onu più la Germania. Il vertice in programma è un incontro preliminare che servirà a comprendere se l'Iran è disposto ad avviare un vero e proprio negoziato sul suo programma nucleare. La comunità internazione ritiene che gli scienziati di Teheran stiano lavorando a un programma per la costruzione di armi nucleari.

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Commenti all'articolo

  • Shift

    25 Settembre 2009 - 13:01

    Mentre gli iraniani si armano Obama disarma gli USA. Non ci poteva essere che la massima concordia tra due islamici come Ahmadinejad e Obama, traditore della sua stessa nazione. Invece di continuare con tante chiacchiere perdi tempo, cosa a cui gli iraniani aspirano e l'unico motivo per cui partecipano a discussioni internazionali sull'argomento, l'Europa, visto che sugli USA ormai non possiamo contare, farebbe bene ad accordarsi con Israele per un operazione congiuta immediata contro costoro. Siamo in pericolo e c'è poco da cincischiare con il torrone. Se gli europei ingenuamente pensano che si svolgerà una guerra tradizionale, che si sentono in grado di controllare, già SBAGLIANO DI GROSSO. Gli iraniani manderanno in giro per l'Europa e forse anche negli USA, i loro kamikaze con bombetta nucleare a seguito o spedita in un secondo momento. Dopo esplosioni del genere non solo non sarà possibile sapere chi è stato e come hanno fatto, ma nemmeno pensare d'accusare gli iraniani, che alzeranno alle prime accuse una barriera di vittimismo che li infocolerà a reagire a qualsiasi ipotetica minaccia, auto convincendosi da soli che sono dalla parte della ragione. E' l'abituale schema mentale che utilizzano gli islamici da sempre in tutte le guerre e guerriglie da loro scatenate, perfino dai terroristi stessi. Dopo esplosioni del genere la nazione colpita sarà in balia alla confusione, sia per gli inevitabili aiuti da portare che a tutta l'economia tranciata, comprese vie di comunicazioni interne, praticamente sarà inerme e facile ad essere attaccata, PER NON PARLARE DEL NUMERO DELLE VITTIME. Continuiamo pure a cazzeggiare pensando che non è possibile e tutto ciò si realizzerà immancabilmente.

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