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Nucleare, atomica al Brasile

Lula sta con Ahmadinejad

Nucleare, atomica al Brasile
In materia di nucleare l’attenzione degli Stati Uniti e della comunità internazionale è quasi interamente rivolta all’Iran e al suo presidente, Mahamud Ahmadinejad, che con scadenza oramai giornaliera rilascia dichiarazioni ostili e di chiusura a ogni invito a collaborazione con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, l’Aiea. A pochi giorni dall’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio di sicurezza dell’Onu della risoluzione alla non proliferazione e al disarmo nucleare, destano scalpore le parole del vicepresidente brasiliano Jose Alencar secondo cui il Brasile deve arrivare ad avere la bomba atomica. Secondo il vicepresidente ciò costituirebbe “un fattore di dissuasione e di grande importanza per un Paese che ha 15 mila chilometri di frontiere e un mare di quattro milioni di chilometri quadrati con grandi riserve di petrolio da difendere”.

L'atomica dà il rispetto - Alencar ha anche sottolineato che un Brasile con la bomba atomica “godrebbe di più rispetto” nel mondo e ha citato il caso del Pakistan che nonostante sia un Paese povero, ha incarichi negli organismi internazionali proprio perché possiede armi nucleari. In risposta a un giornalista che ha osservato che il Brasile ha sottoscritto il Trattato di non proliferazione nucleare, il vicepresidente ha ribattuto: "A mio avviso, tutto ciò non è che un negoziato, il frutto di intese". Già da tempo alcuni specialisti sostengono che il Brasile, che è uno dei dieci Paesi al mondo in grado di arricchire l'uranio, minerale del quale per altro ha notevoli riserve, potrebbe arrivare ad avere la bomba atomica nel giro di pochi anni.

Lula crede ad Ahmadinejad - Il governo del Brasile intanto ha fatto sapere che confida sulla parola data dal presidente iraniano Mahmud Ahmanidejad circa l'uso pacifico del programma nucleare della Repubblica islamica.Ieri a Pittsburgh, il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva aveva detto che ''tra le insinuazioni e le supposizioni'' circa il programma nucleare iraniano, ''io prendo in considerazione la parola di Ahmanidejad, che non ha ragione alcuna per mentirmi'', ha sottolineato oggi la stampa locale, rilevando inoltre che il capo dello Stato aveva precisato di difendere per l'Iran quanto il suo governo difende per il Brasile, il diritto cioè a ''sviluppare l'energia nucleare a fini pacifici''. Il principale consulente di Lula per la politica estera, Marco Aurelio Garcia, ha d'altra parte ricordato che la missione in programma in Brasile a novembre del presidente iraniano sarà occasione per conoscere più dettagliatamente il programma nucleare di Teheran.      

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Commenti all'articolo

  • mrjeckyll

    28 Settembre 2009 - 09:09

    Io credo alle finalità pacifiche del progetto nucleare iraniano: infatti, grazie alle nuove centrali, presto l'arricchimento dell'uranio sarà sufficiente alla costruzione della bomba e la dotazione di armamenti atomici sarà IL MIGLIOR DETERRENTE per qualsiasi nuovo conflitto, convenzionale o atomico che sia. Una garanzia di pace, quindi. La miglior garanzia possibile. USA-URSS hanno fatto scuola. L'America accusa l'Iran di voler preparare la bomba: questo è sicuramente vero. L'Iran assicura di volere il nucleare per fini pacifici: è vero anche questo! Dopotutto, perchè alcune Nazioni possono e/o devono armarsi di atomiche e altre no? Forse che la Francia o l'Inghilterra o il Pakistan sono nazioni più meritevoli del Brasile, dell'Iran ... o dell'Afghanistan? Cos'hanno di "migliore"? Sono più "morali"? Sono più "giuste"? E perchè l'Italia no, allora? Ha ragione Berlusconi a gettare le basi per il nucleare in Italia (iniziando oggi, nella migliore delle ipotesi la prima centrale partirà tra 17-18 anni!): l'energia nucleare non servirà alle bollette degli italiani, il fatto è che ci siamo messi in lista anche noi, ma questo è meglio non spegarlo troppo, la massa non può e non deve capire. Quando tutte le Nazioni del mondo avranno la loro atomica, allora ci sarà una vera pace basata su un solido equilibrio. Oppure sarà LA FINE, perchè anche la Padania vorrà la sua? Intanto l'Iran va avanti, con le buone o con le cattive. L'Italia va un passo avanti e uno indietro, con le buone o le pseudo-cattive. Attenti a contestare troppo questo governo, Silvio non è Ahmadinejad, anche se Santoro, da Wanna Marchi del giornalismo qual'è, ha convinto alcuni vecchietti ingenui del contrario.

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  • franziscus

    27 Settembre 2009 - 09:09

    Mi sa proprio che tutti questi pazzi prima o poi se non saranno eliminati (anche fisicamente) faranno saltare per aria il mondo

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