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La Georgia attacca l'Ossezia

Mosca: "E' pulizia etnica"

La Georgia attacca l'Ossezia
Tibilisi (Georgia) - “La guerra è iniziata”: parole forti quelle di Vladimir Putin in veste di primo ministro russo. Le armi sono sveglie da questa mattina in Ossezia del sud, repubblica secessionista filorussa, dopo che la Georgia ha attaccato i ribelli separatisti. L’esercito di Tbilisi è entrato in azione, ha occupato i villaggi e ha colpito la capitale Tskhinvali. Fonti secessionisti parlano di 1400 vittime. All’attacco ha riposto l’esercito russo che bombardato alcune basi georgiane e poi è entrato nella capitale dell’Ossezia. In serata l'annuncio del presidente Saakashvili: "Controlliamo la maggior parte del territorio sudosseto, tra cui la capitale". Ma in serata il comando russo annuncia la ripresa di una violentissima battaglia fra le forze di interposizione di Mosca e l'esercito georgiano a sud della capitale.
Ieri una battaglia tra le truppe di terra georgiane e le milizie separatiste, ora i bombardamenti aerei contro la provincia autonoma ribelle dell’Ossezia del Sud. A riferirlo era stato Marat Kylakhmetov, comandante delle forze d’interposizione russe, che aveva dichiarato che alcuni caccia bombardieri georgiani Sukhoi-25, retaggio sovietico, avevano colpito le postazioni dei ribelli nei dintorni del villaggio di Tkverneti con due ondate successive. Il ministero della Difesa georgiano ha mobilitato i riservisti e il presidente Mikheil Saakashvili ha dichiarato la “mobilitazione generale” contro i separatisti.
“Le azioni aggressive della Georgia verso l'Ossezia del Sud provocheranno azioni di risposta”, aveva fatto sapere Vladimir Putin, primo ministro russo, da Pechino. Nel frattempo il presidente Dimitri Medvedev aveva convocato a Mosca una riunione di emergenza del consiglio nazionale di sicurezza, mentre il governo di Tbilisi aveva denunciato che il proprio territorio è stato a sua volta attaccato da almeno tre Sukhoi-24 russi. Alcuni jet di Mosca hanno bombardato la base aerea di Vaziani a 25 chilometri dalla capitale georgiana. Ne ha dato notizia Kakha Lamaia, funzionario dei servizi di sicurezza georgiani. "Nessun è rimasto ferito ma alcuni edifici sono rimasti distrutti" ha detto Lamaia secondo cui la Russia così facendo "ci ha dichiarato guerra". La base georgiana bombardata si trova poco lontano da Tbilisi: alcuni edifici sono stati distrutti ma non ci sarebbero feriti. Questa mattina il presidente georgiano Mikhail Saakashvili ha ordinato la mobilitazione generale, prima di proclamare un cessate il fuoco di tre ore per consentire l'apertura di un corridoio umanitario che permetta l'evacuazione dei civili e dei feriti, come era stato chiesto dalla Croce Rossa. Stando a quanto riferito da Shota Utiashvili, portavoce del ministero dell'Interno, due jet avrebbero sganciato altrettante bombe su un commissariato di polizia a Kareli, mentre un terzo avrebbe fatto lo stesso a Gori, dove le truppe regolari della Georgia si erano radunate per sferrare poi l'offensiva di terra contro i ribelli sud-ossetini, che godono dell'appoggio di Mosca. Su richiesta della Russia, il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha tenuto una seduta straordinaria notturna per fare il punto sulla crisi, ma non è stato raggiunto un accordo per una dichiarazione congiunta sul cessate il fuoco a causa dell'opposizione di Usa e Gran Bretagna. Intanto la situazione è precipitata: Tbilisi aveva fatto sapere di aver abbattuto due aerei russi che avevano bombardato i villaggi georgiani di Kareli e Gori, poco a sud della repubblica separatista. Mosca ha negato, però, di aver perso velivoli. Ma ha affermato che “sono 'oltre dieci” i militari russi morti nell'attacco georgiano all'Ossezia del sud, dove sarebbe iniziata la pulizia etnica. I soldati facevano parte della forza di interposizione, e ci sarebbero anche 30 feriti. Secondo il colonnello Igor Konashenkov, i militari georgiani non permettono di portare i feriti negli ospedali. Intanto a Mosca manifestazioni contro la Georgia: più di 70 persone, tra cui molti esuli, hanno chiesto l'intervento militare russo.
Dall’ Ue e Nato sono arrivati forti appelli per sospendere gli attacchi e avviare colloqui diretti. Il segretario generale, Jaap de Hoop Scheffer in una nota si era detto "seriamente preoccupato per gli eventi che stanno avendo luogo nella regione georgiana dell'Ossezia del Sud, e aveva affermato che "l'Alleanza sta seguendo attentamente la situazione".


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