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Turchia, scontri al meeting Fmi

"Stimolare economia precaria"

Turchia, scontri al meeting Fmi
Un manifestante turco di 55 anni è morto per un arresto cardiaco durante le proteste a Istanbul contro le assemblee annuali del Fondo monetario internazionale e della Banca Mondiale. L'uomo è deceduto quando la polizia è intervenuta con i gas lacrimogeni per disperdere i contestatori nella strada pedonale di Istiklal. Per i disordini sono stati arrestati un centinaio di manifestanti. 

La polizia è intervenuta con i cannoni ad acqua dopo che un migliaio di militanti di sinistra, sindacalisti e studenti universitari si erano radunati nella centrale piazza Taksim. I disordini sono scoppiati quando un gruppo di 300 manifestanti ha lanciato alcune molotov nel tentativo di sfondare il cordone di polizia e raggiungere la vicina sede dei lavori. I contestatori hanno anche distrutto le vetrine di quattro banche e di un supermercato. Gli agenti hanno inseguito i manifestanti lungo la strade pedonale Istiklal e nei disordini un poliziotto ha sparato almeno un colpo di pistola in aria. Prima degli scontri, la manifestazione si era svolta pacificamente per mezz'ora con slogan come "Fuori il Fondo monetario dalla Turchia" o "Fondo monetario a casa". In un'altra manifestazione all'università Bilgi è stato srotolato uno striscione con la scritta "Fondo monetario vattene, stai rubando i soldi".

Il progressivo indebolimento del dollaro negli ultimi mesi getta nuove incognite sulla forza e la sostenibilità della nascente ripresa economica internazionale. Per questo il tema approda sul tavolo dei ministri finanziari e dei governatori delle banche centrali del G7, ancora a presidenza italiana, che si incontrano oggi in Turchia a latere del vertice annuale del Fondo Monetario Internazionale in uno scenario che vede tale gruppo perdere peso a favore del G20, che include anche le principali potenze emergenti.

“L’economia globale è in una posizione molto precaria”, ha lanciato l’allarme il direttore generale del Fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn all’apertura dell’assemblea annuale del Fondo a Istanbul, e “il ritiro prematuro delle politiche di stimolo potrebbe ammazzare la ripresa". Quindi invita “governi e banche centrali a mettere a punto exit strategy credibili”. Anche se, avvisa, “è troppo presto per realizzarle”. La crisi infatti, sottolinea Strauss-Kahn, “non è finita. La ripresa sarà debole e la domanda privata non è ancora in grado di auto-sostenersi". Inoltre la "disoccupazione con ogni probabilità disegnerà una lunga ombra” sulla ripresa. Il direttore dell’Fmi chiede infine di “proseguire gli sforzi per rendere il sistema finanziario più sicuro e stabile, allargando il perimetro di regolamentazione” e rafforzando i requisiti di capitale e liquidità. Gli sforzi per risolvere i problemi del settore finanziario, suggerisce, “non devono rallentare”. Anche perché “c’è ancora bisogno di identificare le perdite, aumentare il capitale delle banche e ripristinare i bilanci bancari". A meno che questo non accada, avverte, "la ripresa resterà a rischio”.

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