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Altre sei condanne a morte

per le violenze nello Xinjiang

Altre sei condanne a morte
Altre sei condanne a morte sono state comminate oggi dai giudici cinesi ad altrettante persone riconosciute colpevoli di aver avuto un ruolo nelle violenze interetniche scoppiate lo scorso luglio nella regione del Xinjiang, nella Cina nordoccidentale. È quanto riferisce l'agenzia di stampa 'Dpa’. Sale così a 12 il numero delle condanne capitali comminate per le violenze nel Xinjiang, regione abitata dagli uiguri, etnia turcofona e di fede musulmana. Per le sei persone condannate a morte, tutti uiguri secondo le prime informazioni, e per altri otto imputati il processo era iniziato ieri. Tre delle pene capitali sono state sospese per due anni, trascorsi i quali solitamente la pena viene trasformata in ergastolo. Sempre nell'ambito del processo iniziato ieri, riferisce l'agenzia di stampa ufficiale cinese 'Xinhua’, altre tre persone sono state condannate al carcere a vita, cinque a lunghe pene detentive. Dopo le violenze interetniche scoppiate a Urumqi la scorsa estate 430 persone sono state accusate di aver avuto un ruolo negli scontri che, stando al governo cinese, sono costati la vita a 197 persone e hanno provocato 1.600 feriti. Tuttavia, secondo gli uiguri in esilio, nelle violenze a Urumqi sono morte almeno 800 persone, per la maggior parte uiguri.

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Commenti all'articolo

  • Shift

    15 Ottobre 2009 - 13:01

    Ma chi se ne frega degli uiguri, spero che i cinesi li facciano fuori e buonanotte ad altri pazzi fanatici islamici. Gli islamici già rompono dappertutto a tutti, adesso hanno iniziato anche in Cina, spero che i cinesi gli facciano un bel servizio! Finora si sono tenuti molto moderati.

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