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La Francia cerca se stessa

partendo dal "no al burqua"

La Francia cerca se stessa

“Allons enfants de la Patrie”, tuona la Marsigliese. Un inno quanto mai attuale visto il dibattito sull'identità nazionale che, proprio in questi giorni, sta prendendo piede in Francia. Il tema: cosa vuol dire essere francesi oggi. Promotore della ricerca delle radici è il ministro francese dell'Immigrazione, Eric Besson, deciso a insediare nei prossimi mesi una commissione parlamentare francese ed europea sul tema dei “valori dell'identità nazionale”. “Si chiederà ai prefetti – spiega il ministro – di organizzare riunioni con le forze vive del paese sul tema del significato di essere francesi, quali sono i valori che ci legano, qual è la natura del legame che ha fatto si che siamo francesi e perchè ne dobbiamo essere fieri”. In questo momento storico, per il ministro è necessario “riaffermare i valori dell'identità nazionale e la fierezza di essere francesi”, considerando tra l'altro il burqa assolutamente “contrario” e contrapposto a questi valori. L'annuncio del ministro ha provocato vive reazioni soprattutto nell'opposizione. Il segretario nazionale del Partito socialista, Jean-Christophe Cambadelis ha detto che si tratta di “una furbizia “ in vista delle elezioni regionali. L'eurodeputato socialista Vincent Peillon ha considerato che il modo in cui è stato lanciato il dibattito sull'identità nazionale “mostra che la Francia è malata”, e ha aggiunto:”La Francia non ha mai parlato di identità nazionale. È pericoloso aprire un dibattito di questo tipo”. Il partito di estrema destra, il Fronte nazionale, ha qualificato come « gadget istituzionale» le proposte del “ministro socialista di Nicolas Sarkozy”, e ha accusato il governo di voler “adattare la popolazione francese a valori e culture veicolati dall'immigrazione recente”.

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