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Il fratello di Karzai

sul libro paga della Cia

Il fratello di Karzai

Tra le pagine del quotidiano britannico The Times è spuntata di recente la notizia che i servizi segreti italiani avrebbero pagato le milizie talebane, per controllare e mantenere calma la regione afghana di Sarobi. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha smentito la notizia accusando il giornale di pubblicare solo spazzatura. La pratica dei servizi segreti di controllare gruppi tribali e signori della guerra nelle aree calde interessate da conflitti armati allungando qualche mazzetta, sembra abbastanza diffusa e per certi versi anche inevitabile. Secondo quanto riporta il New York Times,  Ahmed Wali Karzai, fratello del presidente afghano uscente e ancora in lizza per il ballottaggio del prossimo 7 novembre, è da otto anni sul libro paga della Cia. Wali Karzai avrebbe svolto per conto dei servizi segreti americani varie prestazioni ben remunerate che gli hanno consentito di diventare un importante trafficante di droga.  Le collaborazioni che il fratello del candidato presidenziale intratteneva con la Cia erano ad "ampio spettro", un funzionario di alto livello dell'amministrazione americana lo ha addirittura definito "il nostro padrone di casa". Il suo ruolo è stato cruciale per gli americani snella zona di Kandahar, dove Ahmed Wali Karzai ha contribuito a mettere in piedi un gruppo paramilitare -la Kandahar Strike Force- che affiancava i soldati americani nella ricerca ed eliminazione dei miliziani più ricercati. Wali karzai si è affrettato a smentire le accuse per non danneggiare il consenso del fratello in vista delle elezioni. "Non conosco nessuno che faccia parte della Cia - ha detto - Non ho mai ricevuto denaro da alcuna organizzazione. Aiuto gli americani dovunque mi trovi e se posso. È mio dovere, come afghano".

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