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Georgia, lento ritiro dei russi

E' tensione tra Mosca e Usa

Georgia, lento ritiro dei russi
Il ritiro delle forze armate russe dalla Georgia procede, ma molto lentamente. Gli ultimi timori sono stati espressi anche dalla Germania, mentre all’Onu non so è ancora giunti ad una risoluzione in merito al conflitto e l’Abkhazia si prepara a formalizzare, nuovamente, una richiesta di riconoscimento dell’indipendenza da Mosca.
La risoluzione – Vitali Ciurkin, ambasciatore russo al palazzo di vetro dell’Onu, ha bloccato una risoluzione sul conflitto che era stata formulata dal presidente francese Nicolas Sarkozy, sin dai primi giorni della crisi impegnato a mediare fra le parti per contro dell’Unione europea. Il nodo attorno al quale si sta dibattendo riguarda proprio la questione delle repubbliche secessioniste di Abkhazia e Ossezia del sud. D’altra parte era stato lo stesso presidente russo, Dmitri Medvedev, a garantire di voler rispettare le decisioni delle popolazioni delle due regioni autonomiste. In un referendum che risale al 1999, ben il 97% degli elettori dell’Abkhazia si erano espressi per una secessione del governo di Tbilisi.
Le vittime – Lo scontro è anche sulle cifre, quelle che riguardano i morti in Ossezia per l’attacco dell’esercito della Georgia. La procura ha confermato 69 vittime, ma da molte zone rurali non giungono informazioni certe. I sudossetani parlano invece di 1.492 morti. Per quel che riguarda il fronte russo, il bilancio delle perdite fornito dallo stato maggiore dell’esercito indica 64 morti e 323 feriti.
Guerra fredda – Al conflitto russo-gerorgiano si aggiungono le tensioni dopo la firma del patto per lo scudo spaziale tra Polonia e Stati Uniti. Mosca guarda con timore alla firma tra i due Stati, mentre Condoleeza Rice ha definito “sempre più fuori legge” la strategia russa in Georgia. Tutt’altra posizione rispetto a quella di Bashar Al Assad, presidente siriano, che in visita tra oggi e domani a Mosca ha fatto sapere di sostenere la Russia e già si parla di un patto con Damasco per ospitare i sistemi russi Iskander come risposta allo scudo antimissile statunitense.

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