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Cina, Obama parla di diritti

Pechino arresta 20 dissidenti

Cina, Obama parla di diritti
Mentre il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, parla in Cina di diritti umani e competitività, Pechino si premura di "nascondere" dissidenti e giovani leader universitari contrari al regime attuale. Venti i giovani messi agli arresti, qualcuno "spedito" in vacanze forzate per evitare contatti con il presidente americano.
Lo racconta il sito Asianews, che spiega come anche la platea di fronte alla quale si è trovato a parlare Obama è stata "scelta accuratamente".
Ddurante i giorni scorsi decine di attivisti e dissidenti sono stati prelevati dalle loro case e spediti in viaggi fuori città insieme a poliziotti, oppure mantenuti a domicilio coatto, o controllati 24 ore su 24 per evitare che essi incontrino il presidente degli Stati Uniti.
Jiang Yingying, del Chrd (Chinese Human Rights Defenders) afferma: “Mentre il governo [cinese] pubblicizza l’incontro fra il presidente Obama e i suoi futuri leader e pochi selezionati studenti, imbavaglia i veri leader che gridano per la giustizia, i diritti umani e lo stato di diritto”.

Il giro di Obama tocca Shanghai, dove 7 attivisti sono detenuti. Fra essi, il più famoso è Zheng Enchong, controllato in modo stretto da più di 20 poliziotti.
Zheng ha difeso in passato le vittime di espropri e per questo ha passato anni in prigione e vive da tre anni agli arresti domiciliari.
Un altro caso è quello di Jin Yuehua, detenuto nell’ostello Haofeng, che funziona come un “prigione nera”, cioè illegale e non registrata.

A Pechino, un’altra tappa del viaggio di Obama, sono in molti ad essere stati allontanati dalla città per “non creare guai” durante la visita del presidente Usa.
È il caso di Zhao Lianhai, capo di un gruppo di genitori i cui figli sono stati avvelenati con il latte alla melamina,di Qi Zhiyong, dissidente che ha perduto le gambe a causa dei carri armati nelle proteste dell’89 a Tiananmen, detenuto per aver cercato di organizzare un seminario sui diritti umani; Zhang Hui, direttore dell’istituto di ricerca “Mr Democracy”, sottoposto a stretto controllo. I poliziotti gli hanno spiegato che queste misure sono necessarie “per garantire il successo della visita di Obama”. La situazione continua quindi a non essere delle migliori per la popolazione, e la liberà d'espressione ancora fortemente limitata.

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Commenti all'articolo

  • mrjeckyll

    16 Novembre 2009 - 18:06

    E pensare che i cinesi sono 1000 volte meglio dei Muslim ! Adesso ci raccontano che questo regime in Cina è la salvezza del mondo, domani che è un mostro contro l'umanità, ieri quel qualcosa che non se lo ricorda più nessuno ... regime o non regime ? Usiamo l'aiuto della stampa? Abbiamo già usato il 50 e 50. Telefonata a casa, direi: la Casa Bianca o il Vaticano? Il Dalai Lama non risponde, c'è la segreteria telefonica. Ma il quiz della storia non è facile, ma alla fine darà ragione a qualcuno. Bella consolazione, per noi italiani!

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