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Polonia, multe e carcere

a chi tiene simboli comunisti

Polonia, multe e carcere
In Polonia chi possiede simboli comunisti non se la passerà bene. Multe, ma anche la prigione, sarà prevista a chi deteniene tali oggetti. Il presidente Lech Kaczynski ha firmato la legge che prevede sino a due anni di carcere per la diffusione di emblemi del passato all’ombra dell’Urss. La norma permette tuttavia l’uso dei simboli comunisti a scopi artistici, educativi e da parte dei collezionisti.

Il bando degli emblemi del periodo comunista è frutto di una iniziativa del partito all’opposizione Diritto e Giustizia, che fa capo al fratello del presidente, Jaroslaw Kaczynski. Il centro-sinistra non si è opposto di principio alla censura del passato comunista, ma ha ampiamente criticato l’architettura della norma in questione, dichiarandola confusa e di difficile applicazione.

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  • geog

    30 Novembre 2009 - 09:09

    in Italia se qualcuno proponesse una legge simile, sai la levata di scudi degli intellettualoidi di sinistra kultura! I sinistri kompagni e la carta igienica (usata) che sono i loro giornali direbbero che si vuole togliere la libertà, e quell'esempio di italica kultura che é il di pietro "propponesse una maniffestazzione" a Roma (tanto per cambiare).

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  • rocc

    28 Novembre 2009 - 18:06

    Quello che finalmente ha fatto la Polonia, equiparare il comunismo al nazionalsocialismo, è giusto. Non dimentichiamoci dei ventimila ufficiali polacchi uccisi a Katyn dai sovietici, non dimentichiamo il martirio del sacerdote Popieluzko, e così via. Anche l'Ungheria ha parzialmente fatto come la Polonia: ha equiparato il comunismo sovietico e ungherese al nazionalsocialismo ungherese (croce frecciata)e tedesco: si veda la Casa del terrore (Terror Haza) a Budapest/Andrassy ut. Ha cancellato tutti i nomi comunisti, mentre a Roma abbiamo Via Lenin, Via Togliatti, Via Unione Sovietica, Via Marx, ecc. Ha tolto tutte le statue comuniste, radunandole in un periferico Parco delle statue (meno una, dedicata all'Armata rossa, che è rimasta). Semanticamente non trovo corretto il termine fascismo al posto di nazionalsocialismo (non è giusta nemmeno l'abbreviazione nazismo, che si usa perchè il termine più lungo contiene la parola socialismo), ma tant'è. Oggi come oggi l'Italia ha molti più segni comunisti delle nazioni centrali e orientali dell'Europa.

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  • gabrilella

    28 Novembre 2009 - 17:05

    che molti paesi imitino la Polonia, soprattutto in Italia.

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  • OIGRESINOR

    28 Novembre 2009 - 17:05

    ...un conto e' commerciare con la c.d. "memorabilia" o "gadgets" , un conto e' usare simboli a fine politico per l'affermazione di un credo criminale. Ifatti non ci sono problemi per esempio in USA o GB o in altri paesi democratici nel vendere libri, dischi, medaglie, stemme, divise, bandiere, etc. naziste, fasciste o comuniste come "collezionismo". D'altra parte si mostrano al museo anche gli strumenti di tortura medievali dell'inquisizione...ma, ripeto, un altro conto e' avere, usare o propagandare simboli ed effigi di un'ideologia a fini politici. Quello e' inammissibile.

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