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India, violenze anti-cristiane

Due missionari bruciati vivi

India, violenze anti-cristiane

Due missionari uccisi e attacchi a chiese, conventi e parrocchie. I cattolici in India sono in queste ore presi di mira dai terroristi indù nella stato dell’Orissa, in particolare a Khuntapali, nell’est del Paese, dove un orfanotrofio è stato dato alle fiamme ed una missionaria laica che si trovava all’interno è rimasta uccisa dalla fiamme. L’arcivescono di Cuttack-Bhubaneshwar, Raphael Cheenath, ha smentito che una suora è stata violentata, mentre ha confermato che un sacerdote sarebbe stato ferito in modo grave. Asianews, agenzia stampa del Pontificio istituto missioni estere, parla anche di due sacerdoti rapiti.
“Uccidete i cristiani e distruggete le loro istituzioni!”: è il grido di battaglia di migliaia di indù legati al gruppo militante Vhp (Vishwa Hindu Parishad) che hanno distrutto il centro pastorale della diocesi, un centro sociale, una chiesa e la parrocchia a Kandhamal, una cappella e anche un pulmino delle suore di Madre Teresa e uno della suore del Preziosismo sangue.
“La nuova fiammata di distruzioni è cominciata domenica mattina e continua ancora oggi, con personalità indù che arringano la folla alla distruzione accusando i cristiani di aver ucciso un leader fondamentalista indù, Swami Laxanananda Saraspati, e 5 suoi adepti”, scrive Asianews. Autori dell’assassinio sarebbero alcuni appartenenti ad un gruppo maoista che accusava Swami di innescare conflitti etnico-religiosi. “I radicali indù stanno però usando questa uccisione scaricando le colpe sui cristiani”, continua l’agenzia. Non è la prima volta che missionari cristiani sono rimasti vittime di violenze, nel 1999 a rimanere ucciso assieme ai due figli fu un missionario australiano, Graham Staines, dopo che una folla inferocita aveva dato fuoco alla loro vettura.
Il presidente del Senato Renato Schifani ha definito una “buia pagina di intolleranza” quanto accaduto in India. “La feroce aggressione, che ha visto l’orrendo assassinio di una suora laica che operava in un orfanotrofio, e il grave ferimento di un sacerdote cattolico, rappresenta una pagina buia di intolleranza religiosa ed integralista”, sono le parole di Schifani, che non ha esitato a parlare di “atto criminale e incivile che deve essere condannato duramente e che rilancia il problema della sicurezza dei missionari cattolici nel mondo”.

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