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Copenaghen, risveglio blindato

Si teme il corteo dei no-global

Copenaghen, risveglio blindato

A Copenaghen sale la tensione: e l’allerta cresce di ora in ora, a causa del vertice Onu sul clima in programma per oggi. La capitale danese si è svegliata super-blindata, per poter far fronte alla mobilitazione dei no-global organizzata per oggi: sono attese tra le 60 e le 80mila persone, dicono gli organizzatori. La manifestazione, organizzata da 516 gruppi provenienti da 67 Paesi, è già stata preceduta in molti altri Paesi asiatici, dove decine di migliaia di persone sono scese in piazza (ad Hong Kong, in Indonesia di fronte all'ambasciata Usa, nelle Filippine, in Australia), per chiedere ai leader che partecipano al summit di siglare un accordo che freni davvero il surriscaldamento del pianeta. E oggi organizzazioni non governative, movimenti pacifisti, gruppi ambientalisti scenderanno nelle strade della capitale danese, presidiata da una straordinaria presenza di polizia.

La polizia teme incidenti anche se l'iniziativa dovrebbe essere pacifica. Per questo è scattata fin dalle prime ore del mattino la rete di sicurezza intorno al Bella Center, la sede del vertice. Misure di sicurezza decise dall'amministrazione locale per far fronte alla manifestazione che oggi vedrà in piazza oltre 50 mila persone, secondo le stime della polizia. Per raggiungere la sede del vertice i mezzi fermano a un quarto d'ora a piedi di distanza. Il corteo partirà alle 13.00 dal centro della capitale danese e l'intenzione dei manifestanti è quella di raggiungere i rappresentanti dei Paesi che stanno decidendo sul futuro del Pianeta.

Diverse zone della città saranno chiuse e il traffico deviato lungo il percorso del corteo, il cui arrivo è previsto intorno alle 16.00 al Bella Center, sede del vertice. Altre iniziative sono previste il 13 dicembre al porto di Copenaghen, che gruppi di attivisti vorrebbero bloccare, e il 14 davanti al ministero della Difesa. In Italia oggi è la giornata delle 100 piazze per il clima con l'evento clou a Roma a Piazza Farnese. Intanto oggi arrivano i ministri. Per l'Italia il responsabile dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Ai ministri spetterà analizzare, da martedì prossimo, nella sessione ministeriale ufficiale, i due documenti che hanno ottenuto il via libera dai due gruppi tecnici che hanno così chiuso la prima settimana di lavori. L'impronta parla di uno stop dell'aumento della temperatura media tra 1,5 e 2 gradi. Documenti che per quanto riguarda la parte sostanziale degli impegni di riduzione delle emissioni lascia molto spazio aperto.


Gli arresti di venerdì - Il bilancio di arresti è scottante alla prima manifestazione svoltasi a margine della conferenza sul clima in corso a Copenaghen. Una settantina,7 sarebbero italiani. L’imponente dispositivo della polizia mobilitato in occasione di questo evento ha seguito dall’alto con elicotteri i manifestanti, mentre i camion li monitoravano da terra, guidati dai colleghi appostati sui tetti. I circa 500 manifestanti partiti dal cento di Copenaghen erano prevalentemente militanti ecologisti e no global stranieri riunitisi all'appello dal movimento. Si sono divisi in diversi gruppi per manifestare davanti a simboli “criminali” del capitalismo che considerano responsabile del riscaldamento climatico. Dopo alcune ore di marcia nella capitale danese, che li ha portati dalle grandi zone pedonali del centro della città, davanti ad un edificio in cui era in corso una riunione di industriali sul clima, i no global sono stati alla fine bloccati su un ponte che conduce al quartiere popolare di Noerrebro. "E' il nostro clima, non il vostro affare", hanno scandito una decina di giovani attivisti sotto gli occhi di cameraman e fotografi, mentre sono stati bloccati da un solido cordone di poliziotti e di veicoli anti-sommossa. Complessivamente, sarebbero più di 65 manifestanti arrestati, la maggior parte a titolo "preventivo", una misura autorizzata dalla legge danese quando la polizia teme derive violente o illegali. La manifestazione non era stata annunciata ufficialmente alle autorità. Le forze dell'ordine danesi si dovranno confrontare con le 40.000-80.000 persone attese alla grande manifestazione.

Arrestato anche il nipote di Cacciari -Tra i quattro veneziani fermati, c'è anche Tommaso Cacciari, nipote del sindaco di Venezia. “Cacciari - spiega Valentini raggiunto al telefono - è stato bloccato in centro. Non ci sono state azioni di violenza ma solo di disobbedienza. La polizia ha proceduto al fermo di persone che si stavano recando ai punti di raccolta per dare vita alle iniziative previste. Tutte sono state portate in centri temporanee appositamente creati. È una cosa molto grave questo tipo di risposta a migliaia di persone che dicono che il vertice non serve a nulla perché le decisioni sono già state prese in altri luoghi”.
 
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Commenti all'articolo

  • giovannib

    12 Dicembre 2009 - 11:11

    quelli non sono italiani sono dei deficienti organizzati spero che li tengano in galera per un po già abbiamo in Italia chi ci fa vergognare non c'è bisogno di andarci a fare pubblicità all'estero (ma di questi imbecill,i oltre di pietro fini e company, ce ne sono tanti purtroppo)

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