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Italiani rapiti in Mauritania

E' stata Al Quaeda

Italiani rapiti in Mauritania
  In un messaggio audio datato 27 dicembre 2009, diffuso dalla tv satellitare 'Al Arabiya' e attribuito al portavoce del gruppo di Al Qaeda nel Maghreb islamico, Salah Abu Mohamed, si rivendica il rapimento dei due turisti italiani in Mauritania. «Il rapimento - dice il portavoce - è avvenuto in risposta ai crimini compiuti dal governo italiano in Afghanistan e Iraq». Sul sito di Al Arabiya è pubblicata una fotografia nella quale si vede la coppia seduta per terra in una zona desertica con il volto della donna oscurato, e alla spalle cinque uomini armati di mitragliatrice col volto coperto. Nelle mani, Sergio Cicala sembra stringere un documento di identità.
«Dopo questa rivendicazione di Al Qaeda, posso solo dire che la vicenda dei coniuigi Cicala si complica sempre di più». È quanto dice Gaetano La Fata, sindaco di Carini (Palermo), il comune in cui vivevano Sergio Cicala, 65 anni e la moglie Philomen, 36 ani, originaria del Burkina Faso, rapiti una settimana fa in Mauritania. Dopo avere saputo della foto che ritrae i due coniugi palermitani circonadati dai terroristi armati fino ai denti, il sindaco di Carini si dice «molto preoccupato». «Mi auguro - ha detto ancora - che si seguano tutte le strade per arrivare alla liberazione di Sergio e della moglie che non c'entrano assolutamente nulla con quello che stanno vivendo loro malgrado». La Fata ha concluso: «Forse viaggiando attraverso la Mauritania non si sono resi conto del grave pericolo che stavano correndo».

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