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Teheran, parlamentari Ue rinviano la visita

Il governo: subito in arresto chi protesta

Teheran, parlamentari Ue rinviano la visita
 La visita a Teheran di un gruppo di europarlamentari, che si sarebbe dovuta svolgere dal 7 all'11 gennaio, è stata rinviata. Lo ha annunciato questa mattina il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Ramin Mihman-Parast. Citato dall'agenzia Irna, Mihman-Parast ha spiegato che una nuova data per la visita non è stata ancora fissata e sarà decisa in base a un accordo bilaterale tra Strasburgo e Teheran. La motivaziona ufficiale del rinvio fornita da Mihman-Parast è la necessità di più tempo per organizzare la visita nel modo più fruttuoso possibile, in modo da favorire la cooperazione tra l'Iran e l'Unione europea. Dubbi sull'opportunità della visita erano stati espressi nei giorni scorsi da alcuni eurodeputati, alla luce della repressione messa in atto contro i manifestanti a Teheran e della controversia in corso con la comunità internazionale in materia di nucleare.

E intanto il governo stringe il morso di chi protesta. «Abbiamo ordinato alla polizia di essere molto severa nei confronti dei dissidenti e pertanto chi scenderà in piazza al fine di partecipare a manifestazioni antigovernative sarà immediatamente arrestato». È quanto si legge in una nota del ministro dell'Interno iraniano, Mostafa Mohammad Najjar, pubblicata sul sito del ministero. «I ribelli che vogliono imporre il loro voto alla popolazione in modo autoritario attentano alla sicurezza nazionale e devono essere puniti», ha aggiunto. Secondo Najjar le proteste antigovernative sono supportate di gruppi politici d'opposizione all'estero, dichiaratamente avversi alla Repubblica Islamica e pertanto «i ribelli sono da considerare come 'Mohareb'». Questo appellativo è usato per chi oltraggia Allah e l'Islam, reato per cui è prevista la pena capitale. Il ministro ha concluso ribadendo che «il governo è stato negli ultimi mesi fin troppo paziente con i manifestanti. È giunta l'ora di riportare l'ordine nel paese».

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Commenti all'articolo

  • blues188

    04 Gennaio 2010 - 17:05

    Ondate intere, interminabili fila di persone munite di bandiera arcobaleno, sterminati raggruppamenti di amanti della Libertà e della Pace&Fratellanza, bambini e poppanti al seguito, presto invaderanno, sfilando, le nostre città per gridare il loro sdegno contro la repressione dei diritti umani in Iran. Giornalisti fieri della loro Libertà, indubbie fiaccole di espressione libertaria scriveranno parole incendiate per elevare le proteste al regìme iraniano che non consente né contradditorio né critica. Non so voi ma io inizio a mettere lo scotch ai vetri di casa.

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