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Mosca dispone basi militari

in Abkhazia e Ossezia del Sud

Mosca dispone basi militari
Continua a tenere banco sulla scena internazionale la crisi del Caucaso. Da una parte l’accordo tra Russia e Unione europea, dall’altra le parole del vice presidente Dick Cheney in viaggio in Italia, che mira ad allargare i confini della Nato. Un botta e risposta a distanza di spazio e di tempo.
Da Mosca il ministro della Difesa Anatoly Serdyukov ha fatto sapere che nelle repubbliche separatiste di Abkhazia e Ossezia del Sud verranno dislocate basi militari russe, con circa ottomila unità dell’esercito che saranno così presenti in quelle due regioni. “E’ già concordato su come il contingente, alla fine 3800 persone in ciascuna repubblica, verrà dislocato e avrà una determinata struttura e posizione”, ha confermato Serdyukov a Medvedev. Nella parole del ministro degli Esteri di Mosca, Sergei Lavrov, la permanenza delle truppe in Abkhazia e Ossezia sarà molto lunga.
L’avvallo arriva anche dagli ambienti dell’Europa. Ieri Sarkozy è volato a Mosca in qualità di presidente di turno dell’Unione europea, accompagnato dall’Alto rappresentante Javier Solana e dal presidente della commissione José Manuel Barroso. Per Sarkozy l’incontro di ieri si tratta di una vittoria diplomatica per mettere in opera il piano di pace in sei punti, firmato lo scorso 13 agosto da Mosca e Tbilisi e non del tutto rispettato pienamente per i disaccordi tra i governi russo e georgiano. A mettere il bastone tra le ruote è il riconoscimento del governo di Mosca delle autodeterminazioni delle due regioni separatiste.
Da Roma invece arrivano le parole di Dick Cheney. Il vice presidente degli Stati Uniti si è incontrato con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e ha affrontato il delicato tema: “La comunità internazionale è unita nel deplorare le azioni militari della Russia e nel condannare i tentativi unilaterali e illegittimi di alterare con le armi i confini della Georgia”, ha dichiarato. La strategia di Washington è stata in seguito chiarita nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi. Cheney ha affermato che “Georgia e Ucraina hanno diritto a incrementare i loro rapporti con l'occidente e hanno anche il diritto di entrare nella Nato”, una presa di posizione che era già stata ribadita nelle scorse settimane mentre il conflitto era in atto.

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