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Haiti, 500mila sfollati

Ma i miracoli continuano: una bambina di 11 anni estratta viva dalle macerie. I volontari assicurano: "Qui si può ripartire"

Haiti, 500mila sfollati
Qualcuno potrebbe stupirsi. Sono passati dieci giorni dal devastante terremoto di Haiti, e ancora ne parliamo. Eppure non si può proprio tacere quel che accade laggiù. Perché sull'isola dei sogni, che adesso è diventata quella degli incubi, la vita e la morte continuano ad alternarsi. Continuano i miracoli ad Haiti. A dieci giorni dal sisma che ha devastato l’isola, infatti, un’altra persona è stata tratta in salvo da sotto le macerie. Si tratta di una ragazzina di 11 anni che si ora si trova ricoverata in un ospedale da campo allestito nella capitale Port au Prince dal convoglio francese. A questo proposito, per il ministro degli Esteri, Franco Frattini, è opportuno proseguire ancora per un po’ le ricerche di possibili superstiti. Dall’altra parte aumentano sempre di più gli sfollati. Sarebbero circa 500mila solo a Port-au-Prince. Sono divisi nei 447 accampamenti di fortuna sorti nella capitale. Lo rende noto l'Organizzazione internazionale per le migrazioni, che aveva riferito mercoledì di circa 370mila terremotati in 300 accampamenti. “Finora, 447 accampamenti improvvisati comprendenti almeno 500 mila persone sono stati identificati in questa sola città”, afferma l'Oim in una nota.

Ieri sono stati estratti vivi tre bambini, la più piccola di appena 15 giorni, Elizabeth. Un miracolo nel miracolo. Poi, certo, si estraggono ormai solo corpi senza vita dai palazzi distrutti.  Senza contare che ieri una nuova forte scossa di terremoto (6.1 della Richter) ha dato il colpo di grazia a buona parte degli edifici presenti a Port-au-Prince e nelle zone vicine.
Ne scriviamo ancora, di Haiti, perché non cada tutto nel dimenticatoio dopo le prime 24 ore di disperazione legittima, ma sentimentale. E come tale, destinata a dissolversi nel giro di poche ore. Non si può dimenticare che gli haitiani sono allo stremo. I soccorsi faticano a raggiungere tutti, per le strade l'odore della morte "è insopportabile", come riportano alcuni dei nostri cronisti. E si vedono centinaia di corpi ammassati per le strade, ma anche decine di bimbi in fila per la razione quotidiana  di cibo e acqua fresca.
Per le strade imperversano le bande locali e gli sciacalli, ieri ha perso la vita una bambina, uccisa da alcuni colpi di pistola sparati forse dalla polizia. Ma poi assisti a piccoli gesti di solidarietà, come la condivisione di un bagno, di un giardino per passare la notte, di una gonna per coprire le nudità. C'è chi accoglie i figli degli amici che non, sai, non torneranno più. Una contraddizione enorme, Haiti.
Ma, anche, voglia di ricominciare. Come testimoniano i volontari, i sacerdoti e gli uomini dei soccorsi di cui Libero-news, in questi giorni, sta riportando fedelmente le storie.


Dispersi ancora due italiani- La Farnesina oggi ha invece aggiornato sulla situazione degli italiani. Sono due i nostri connazionali a risultare ancora dispersi. Mentre i funzionari dell'Onu, militari e civili, uccisi dal sisma sono almeno 49, e circa 300 persone mancano ancora all'appello (contro circa 500 due giorni or sono). 
Intanto il premier Silvio Berlusconi ha mobilitato Guido Bertolaso. Il Presidente del Consiglio ha chiesto al Sottosegretario  Bertolaso di recarsi ad Haiti per verificare con le autorità locali, i rappresentanti delle organizzazioni internazionali e degli altri Paesi coinvolti nella organizzazione dei soccorsi, tutte le iniziative che il Governo Italiano potrebbe adottare per fornire ulteriori contributi alla soluzione del dramma che ha colpito la popolazione dell'isola e per garantire la necessaria efficacia alle diverse iniziative di assistenza da parte dell'Italia, coordinando l'azione di quanti intendono prestare soccorso alle popolazioni di Haiti.

Bertolaso "sgrida" Formigoni- 
In una lunga lettera, Guido Bertolaso ha criticato la decisione della regione Lombardia di inviare aerei di soccorsi ad Haiti senza aspettare l'ok dalla Protezione civile nazionale. "Duole rilevare - ha scritto Bertolaso -  che in tale delicato contesto, l'intervento promosso dalla Regione Lombardia si stia sviluppando in completo isolamento". Ancora: "Tale intervento, non autorizzato, si intende pertanto integralmente sotto la responsabilità della Regione, che si confida vorrà provvedere, con strumenti e misure adeguate, a garantire la sicurezza dei propri lavoratori".

Visto d'ingresso per gli orfani-
Gli Stati Uniti hanno deciso di concedere il visto d'ingresso in America ai bambini di Haiti rimasti orfani e che hanno bisogno di cure. Lo ha reso noto il segretario per la Sicurezza Interna, Janet Napolitano, confermando formalmente quanto già anticipato dal Dipartimento di Stato, che ieri aveva comunicato la concessione del visto a 24 orfani haitiani feriti e portati per questo in territorio americano. "Siamo impegnati a fare quanto è in nostro potere per cercare di riunire le famiglie ad Haiti - ha detto Janet Napolitano -. Nello stesso tempo abbiamo deciso di autorizzare l'ingresso nei confronti dei bambini rimasti orfani e che necessitano di ricevere cure qui".

Solidarietà 2.0 - I social network hanno invitato a donare qualche euro tramite sms. Ma un passo in avanti viene da un gruppo di sviluppatori di applicazioni per cellulari. Tra i primi c’è stato  Andrew Stone sviluppatore di Twittelator Pro, applicazione per I-Phone, che ha deciso di devolvere in beneficenza tutti gli introiti di gennaio della vendita del programma. L'ha seguito, che certifica la bontà dell’operazione grazie allo stesso sistema di pagamento: per poter scaricare l’applicazione è necessario infatti inviare la ricevuta (pari al costo dell’applicazione) della donazione fatta  a una delle associazioni che si occupano della raccolta fondi. Le donazioni per Haiti saranno possibili fino al 25 gennaio.

La giornata di ieri

"Amputiamo decine di gamba e di braccia"-
"Amputiamo decine di gambe e braccia, operiamo senza sosta, 18 ore al giorno. Con il passare delle ore arrivano feriti sempre più gravi, con infezioni enormi. È arrivata una donna incinta, al sesto mese, con la gamba fratturata, le ossa fuori e i vermi nella ferita. L'abbiamo dovuta amputare ma abbiamo salvato lei e il bimbo in grembo": è la drammatica testimonianza di Thomas Pellis, uno dei medici italiani che da quattro giorni lavora all'ospedale Saint Damien di Port-au-Prince ad Haiti. "Io sono sempre in sala operatoria, 18 ore al giorno - ha raccontato Pellis raggiunto per telefono dall'Ansa - ma mi dicono che qui arrivano 200 feriti al giorno. In città si sa che questo è uno dei pochissimi ospedali in funzione e moltissimi vengono qui. Abbiamo assistito più di 700 feriti, tantissimi bambini, forse il 70 per cento". "Ora non siamo più soli, lo dico con orgoglio - ha aggiunto Pellis, triestino di origine e in servizio all'ospedale di Pordenone - perchè proprio vicino a noi c'è l'ospedale della Protezione Civile. Abbiamo fatto un buon gruppo. Abbiamo creato anche un'unità per i gessi. Quello che serve ora è un intervento organico per pensare a questi bambini, aiutarli a tornare a vivere una vita più possibile normale".

Sms da sotto le macerie- Martine Pierre, una donna che si trovava all'interno dell'Università a Carrefour, crollata in seguito al devastante sisma che martedì scorso ha colpito Haiti, continua ad inviare sms da sotto le macerie dove è intrappolata da sette giorni. Lo riporta il sito online della Cnn nella sua pagina di twitter.

Due i morti italiani- Il funzionario dell'Onu, Guido Galli, è deceduto ad Haiti. Lo ha annunciato Alain Leroy, responsabile per il peacekeeping dell'Onu. Il suo corpo è stato ritrovato tra le macerie dell'Hotel Christopher, crollato nel terremoto e dove la forza di pace Onu ad Haiti, la Minusth, aveva il suo quartier generale. Un altro funzionario italiano, Cecilia Corneo, 39 anni, risulta tuttora dispersa, e potrebbe trovarsi anche lei tra le macerie dello stesso albergo. È il secondo italiano deceduto, dopo Gigliola Martino. Secondo il ministro Frattini, sono ancora sette gli italiani che mancano all'appello.

Voli gratuiti per i volontari- Un aiuto ulteriore viene dall'American Airlines, che si è offerta di trasportare gratuitamente ad Haiti tutti i medici e le infermiere che lo richiedano, chiamando il +1 212-697-9767.


Raccolta Fondi- Numerose le organizzazioni umanitarie impegnate negli aiuti e che hanno già organizzato raccolte di fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto.

AVSI- Per chi volesse fare una donazione – indicando nella causale “terremoto Haiti”:

Credito Artigiano - Sede Milano Stelline, Corso Magenta 59
IBAN IT 68 Z0351201614000000005000
Per bonifici dall'estero:
IBAN IT 68 Z0351201614000000005000
BIC (Swift code) ARTIITM2
Conto corrente postale n° 522474, intestato AVSI
Donazioni online qui o dalla home page del sito


Caritas - La Caritas italiana, in collegamento costante con l'intera rete Caritas, ha subito lanciato un appello per poter contribuire alla realizzazione del piano d'emergenza ed ha messo a disposizione centomila euro per i bisogni immediati. Per sostenere gli interventi in corso si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C POSTALE N. 347013 specificando nella causale: Emergenza terremoto Haiti. Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui: UniCredit Banca di Roma Spa, via Taranto 49, Roma - Iban: IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119, Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma - Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012, Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma - Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113 ò CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001.

Unicef -
Anche l'Unicef lancia una raccolta fondi- Si possono effettuare donazioni tramite: -c/c postale 745.000, causale: ‘Emergenza Haiti’; -carta di credito online su www.unicef.it, oppure chiamando il numero verde UNICEF 800745000; -cc bancario Banca Popolare Etica IBAN IT51 R050 1803 2000 0000 0510 051”; -i comitati locali dell’UNICEF presenti in tutta Italia (elenco sul sito-web www.unicef.it).

Croce Rossa Italiana -
Queste le coordinate per la raccolta fondi della Croce Rossa Italiana in favore delle popolazioni colpite dal terremoto ad Haiti: - numero verde tel. 800.166.666; - donazione online causale «Pro emergenza Haiti» www.cri.it; - bonifico bancario causale «Pro emergenza Haiti» IBAN IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020.

Medici Senza Frontiere - Medici Senza Frontiere (MSF) lancia una raccolta fondi straordinaria. Per contribuire all’azione di soccorso di MSF a Haiti: • carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25 • bonifico bancario IBAN IT58D0501803200000000115000 • conto corrente postale 87486007 intestato a Medici Senza Frontiere onlus causale Terremoto Haiti • online sul sito www.medicisenzafrontiere.it.

WFP - Per aiutare il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) a fornire assistenza alimentare alle vittime del terremoto si possono inviare offerte tramite: internet, per informazioni e donazioni online, connettendosi al sito www.wfp.org/it; bonifico bancario, causale: emergenza Haiti c/c 6250156783/83 Banca Intesa ag. 4848 ABI 03069 CAB 05196 IBAN IT39 S030 6905 1966 2501 5678 383; versamento su conto corrente postale c/c 61559688 intestato a: Comitato Italiano per il PAM IBAN IT45 TO76 0103 200 0000 6155 9688.

Fondazione Rava -
La Fondazione Francesca Rava è un'organizzazione umanitaria internazionale presente in Haiti da 22 anni con numerosi progetti in aiuto all’infanzia. Gestisce l’ospedale pediatrico Saint Damien, l’unico dell’isola e il più grande dei Caraibi, gravemente danneggiato dal sisma. Servono urgentemente fondi per sostenere i soccorsi medici d’emergenza, organizzare gli scavi delle macerie per salvare i dispersi, ricostruzione dell’ospedale. Si può sostenere la fondazione attraverso bollettino postale su C/C postale 17775230; bonifico su c/c bancario BANCA MEDIOLANUM SpA, Ag. 1 di Basiglio (MI) IT 39 G 03062 34210 000000760000 causale: terremoto Haiti, carta di credito online su www.nphitalia.org o chiamando lo 02 5412 2917.

Agire - Le associazioni non governative riunite sotto il nome di Agire lanciano un appello per la raccolta fondi. Agire, che coordina molte ong italiane tra cui Amref e Save the children, si è attivata per raccogliere risorse e fornire immediata assistenza alle popolazioni colpite. In attesa dell'attivazione nelle prossime ore dell'Sms solidale, Agire fa sapere che è possibile effettuare donazioni attraverso questi canali: donazioni con carta di credito al numero verde 800.132.870; versamento su c.c. postale n.85593614, intestato ad AGIRE onlus, via Nizza 154, 00198 Roma, causale Emergenza Haiti; bonifico bancario sul conto BPM-IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856. cAUSALE: Emergenza Haiti; donazione online dal sito www.agire.it.

Misericordie - Le Misericordie Italiane hanno aperto una sottoscrizione in favore delle popolazioni colpite dal terremoto di Haiti. È possibile fare una donazione sul c/c 000005000036, Monte dei Paschi di Siena spa, Firenze Agenzia 6, Iban: IT 03 Y 01030 02806 000005000036; oppure sul conto corrente postale n° 000021468509, Firenze Agenzia 29, IBAN: IT 67 Q 07601 02800 000021468509 entrambi intestati a Confederazione Nazionale con causale «Pro Haiti».


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Commenti all'articolo

  • blues188

    21 Gennaio 2010 - 18:06

    sono ricambiati

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  • Bennerm

    21 Gennaio 2010 - 00:12

    Probabilmente per il tipo di strutture e materiali con cui sono costruite le case ad Haiti, le persone rimaste sotto le maceria hanno avuto buone possibilita' di sopravvivenza con molta più gente che poteva essere salvata se ci fosse stata la possibilita' di soccorsi maggiormente tempestivi. Purtroppo pero' l'ulteriore sfortuna e' stata che il terremoto ha colpito un Paese molto povero e privo di ogni capacita' di aiuti immediati per mancanza di qualsiasi mezzo tecnico a disposizione.

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  • mariser

    20 Gennaio 2010 - 20:08

    Tra le tante considerazioni che ci riserva, non manca mai di tacciarci di inoperosità, ingratitudine, parassitismo e quant'altro. Caro blues188, si può difendere la propria terra anche senza offendere e denigrare quella degli altri. Comunque lei è lungimirante, ha visto proprio giusto! Su una cosa ha ragione: sono perfettamente in grado di dar esempio di civiltà, di rispetto e anche di educazione. Gradisca i miei saluti.

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  • mariser

    20 Gennaio 2010 - 20:08

    Egr.sig.Blues188,il suo sarcasmo è fuori luogo e sconfina nell'insulto. Cosa voleva insinuare con "mariser la civile"? Vede com'è facile scivolare con la lingua italiana, basta una parolina di troppo!Ma forse è il suo stile che non fa differenza tra opinione e insulto così come quando argomenta con animo sincero tracima nell'invettiva che,a quanto pare,non leggo solo io. Ha già dimenticato gli insulti che mi ha indirizzato in altra occasione?Non importa,li ricordo io. Il fatto che lei sia leghista non è un problema per me, forse lo è per lei...anche Pontida è leghista ma ci stimiamo e rispettiamo reciprocamente. Per lei invece è un problema che io sia meridionale. Non lo sopporta proprio e lo si evince da come si rivolge a me,in particolare,e al Sud in generale.Si direbbe quasi che lei sia stato ferito da qualche meridionale al quale non perdona e quindi riversa indistintamente il suo risentimento sul Sud partendo con l'invettiva...

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