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Niente candeline per Obama

A un anno dall'elezione, poche promesse mantenute. E il voto in Massachussets mette a rischio la riforma sanitaria

Niente candeline per Obama
Un compleanno senza candeline per Obama. Da un anno alla casa bianca per il presidente non ci sarà nulla da festeggiare. Quando un anno fa Obama diventa presidente la disoccupazione è al 7,8 per cento. Un anno dopo è al 10 per cento. Non c’è la luce per festeggiare  neanche nella lotta contro il terrorismo. Dopo il flop del volo di Natale, arrivano anche trentamila soldati in più e ancora ieri i Talebani mettono in atto un “Tet” in miniatura nel cuore di Kabul. E in Pakistan gli Usa vanno avanti, solo minacciando quello che non possono: tagliare i fondi al governo. E non c’è chiarezza neppure in Medio oriente.
“Non tutte le promesse di cambiamento sono state mantenute”. Ammette Obama, celebrando il suon primo compleanno e aspettando il risultato delle elezioni in Massachussets, se il seggio senatoriale che era di Ted Kennedy va ai repubblicani, Obama rischia prematuramente di non avrebbe più in Senato i voti che impediscono alla destra l’ostruzionismo.
E ogni fiammella si spegne anche tra le mura amiche. Gli americani hanno paura delle tasse perchè sanno che il paese si è indebitato. Dimenticano troppo facilmente che il debito è servito ad impedire la bancarotta, non solo delle banche ma di tutta l’economia. Come ogni opinione pubblica tendono a volere tutto e gratis: vogliono una nuova politica energetica, la green economy. Ma Obama dice loro, tramite il Congresso, quanto costa mantenere l’impegno alla riduzione delle emissioni preso a Copenaghen. E “non capiscono” la riforma della Sanità, perché a buona parte degli americani sembra soprattutto un costo. E anche nei sondaggi Obama decolla con il suo “we can”. Stando ai sondaggi cresce il fronte dei delusi da Obama, colpevole, secondo il 32 per cento degli intervistati di non saper gestire l'economia e di aver messo a punto un pacchetto di stimoli che non funziona.

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Commenti all'articolo

  • agosman

    20 Gennaio 2010 - 09:09

    Obama-bluff, premio nobel per la pace basato sul nulla (insisto nel definirlo in questo modo perché è qui il cuore del problema) continuerà molto mediocremente se non pessimamente a governare la superpotenza americana condizionando per giunta il resto del mondo. Gli americani che lo hanno votato in buona fede si stanno risvegliando dallo stato soporifero in cui erano caduti per la massiccia campagna mediatica delle presidenziali. Oggi prendono coscienza di avere fatto un sogno e si rendono conto che la realtà è molto più cruda degli slogan speranzosi. Gli americani, che sono molto concreti ed hanno un grande senso pratico lo hanno già capito. Non ci resta che pregare, incrociare le dita e fare gli scongiuri perché i prossimi mesi saranno determinanti soprattutto in medio oriente e di conseguenza per il resto del mondo. E con questi chiari di luna, con uno così alla Casa Bianca non so cosa potrà succedere

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  • crosta

    19 Gennaio 2010 - 21:09

    Le promesse/premesse erano buone, una sorta di speranza per il mondo intero ma il buon Bush, conscio di questo, ha provveduto ad avvelenare i pozzi per benino di modo che il giovane "colored" ha necessità di almeno due mandati per ripuliri almeno un poco. Se fosse in Italia avrebbe una chanche di poter poi incominciare a fare qualcosa in quanto potrebbe essere rieletto di continuo per decenni invece negli USA dopo otto anni te ne vai a coltivare catus in Texas oppure apri un ufficio a Nuova York e mandi avanti tua moglie per le successive presidenziali. Speriamo che tra sette anno la Clinton ce la faccia così la avremo accanto a Berlusconi che "cominciò" quando era presidente suo marito. Tanto il "nostro" sarà ancora lì...chi ci mettiamo sennò, il "democratico" Fini? Non c'è altro.

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  • blues188

    19 Gennaio 2010 - 20:08

    Ehehe.. e la sinistra cosa dice? Il tanto decantato Obama, ignobilmente imitato dal Walter nostrano, non è più il Santo Liberatore? Pessima cosa lasciarsi coinvolgere emotivamente quando si vota. Ora riporto una frase di un osservatore dell'Onu che affermava che quando a capo di questa organizzazione c'era un nero ( e adesso non mi si tacci di razzismo, riporto solo quelle parole) il mondo era sempre stato sconvolto da guerre. Sperèm che anche per l'America non valga questa osservazione. Il sig. Obama, però, non sembra avere le palle per affrontare a muso duro i prossimi eventi. Ma con l'Iran ne avremo la prova definitiva. Cosa aspetta, di veder nascere i 'funghi' in Israele?

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