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Agli Usa Bin Laden fa più comodo vivo che morto

Parla il figlio del leader di Al Qaeda

Agli Usa Bin Laden fa più comodo vivo che morto
Osama bin Laden fa più comodo agli Stati Uniti da vivo che da morto, perché la sua scomparsa potrebbe scatenare un attacco dei militanti «molto, molto grave» ha affermato il figlio quartogenito di bin Laden, Omar Osama, in un'intervista rilasciata al settimanale Rolling Stone.
Secondo Omar, il padre «non sente la necessità» di sferrare un nuovo attacco contro gli Usa, in quanto «ha già vinto» ottenendo il risultato di umiliarli, e definisce la mancata uccisione del leader di al-Qaeda come «un colpo di fortuna» per gli Stati Uniti, poiché - sempre secondo il figlio - Osama bin Laden uccide infatti solo quando è necessario, mentre i suoi seguaci «uccidono per uccidere», al punto che «loro chiedevano a mio padre di attaccare di più», ma l'obiettivo del leader di al-Qaeda è «religioso»: per questo «segue le regole del jihad e uccide solo se ritiene che sia necessario».
Il figlio di Bin Laden ha vissuto la sua infanzia con il padre nei campi dei terroristi in Afghanistan e Sudan, per lasciare l'Afghanistan poco prima dell'attacco alle Torri Gemelle di New York nel 2001. Omar è scettico rispetto alla decisione del presidente Usa Barack Obama di rafforzare la presenza militare in Afghanistan: «È come aggiungere acqua alla sabbia, come diciamo in arabo, serve solo a rendere la sabbia più pesante», perché in Afghanistan gli Usa «non potranno mai vincere. E questo non ha niente a che fare con mio padre, ma solo con il popolo afghano».
Omar, quindi, propone una tregua: «Se fossi nella sua posizione (del padre, n.d.r.), per prima cosa cercherei una tregua, quindi niente scontri o soldati per sei mesi o un anno».
Il figlio del leader di al-Qaeda, che ha sposato una donna britannica e lavora nella città saudita di Gedda, come commerciante di rottami di metallo, ha definito «brillante» la decisione dell'ex presidente Usa Bill Clinton di condurre operazioni mirate contro i centri di addestramento del gruppo terroristico, in risposta agli attacchi a interessi americani in Africa, e ha espresso pareri positivi nei riguardi dell’ex presidente democratico: «Non riuscì a prendere mio padre, ma non ci sono riusciti neanche dopo anni di guerra in Afghanistan, hanno speso centinaia di milioni di dollari e avrebbero fatto meglio a destinarli alla loro economia. All'epoca di Clinton, l'America era fantastica e non era un toro che corre appresso a un mantello rosso».
Toni ben diversi però, il giovane bin Laden ha riservato al successore di Clinton,
George W. Bush: «Mio padre era così contento quando è stato eletto, è proprio il genere di presidente di cui ha bisogno, uno che attacca, spende soldi e spacca il paese», ha detto, dicendosi certo che Osama sperava nell'elezione di John McCain, «che ha la stessa mentalità di Bush», ed «è rimasto molto deluso quando ha vinto Obama».

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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    22 Gennaio 2010 - 23:11

    Gli Stati Uniti d'America,non hanno bisogno di occupare dei territori con la scusante di voler battere i terroristi; se proprio vogliono eliminare i terroristi,con i mezzi che hanno a disposizione,non dovrebbero fare altro ciò che hanno già fatto gli Israeliani, attraverso aerei sofisticati e gruppi specializzati in antiterrorismo, individuare e lanciare un missile su costoro.In tal maniera, si risparmierebbero tantissimi soldi e si salverebbero centinaia di migliaia di persona ammazzate brutalmente dai cosiddetti liberatori. Lasciate che i Paesei da soli si scegìlgano la loro democrazia più confacente.

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  • dubhe2003

    21 Gennaio 2010 - 18:06

    Il suo linguaggio è molto enigmatico;fa intendere di intrattenere un costante rapporto con suo padre Osama,che colto da esame di coscenza uccide, se proprio necessita.Strano poi che chiami seguaci miliziani,coloro i quali non seguono affatto le sue strategie;ciò significa che comunque ha perduto la sua leadership.Oppure,questo figliolo...racconta semplicemente delle quisquiglie?

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