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Obama attacca le banche Usa

Poi critica gli "eccessi sconsiderati di Wall Street"

Obama attacca le banche Usa
Il presidente americano Barack Obama ha parlato chiaro. Banche "irresponsabili", una Wall Street dagli "eccessi sconsiderati" che non solo deve "restituire gli aiut"», ma deve dire addio alle vecchie pratiche e ai rischi eccessivi che hanno spinto il sistema finanziario e l'economia "sull'orlo del collasso". Insomma, ha bacchettato per bene il sistema finanziario statunitense.

Sulle banche- "L'irresponsabilità mostrata dagli istituti con i bonus osceni" e i maxi-utili rende sempre più evidente la necessità di una riforma della finanza, per la quale Obama è pronto a combattere contro le banche e il loro esercito di lobbisti, e nella quale propone di includere paletti alle dimensioni delle banche -perché non diventino troppo grandi da non poter fallire-  e alle loro attività rischiose, soprattutto di proprietary trading e legate agli hedge fund.

Su Wall Street - Poi affonda su Wall Street: i listini accusano la flessione più pesante da tre mesi. Il Dow Jones arretra del 2% e il settore bancario affonda: JPMorgan perde il 6,6%, Bank of America il 6,2%, Goldman Sachs il 4,1% e Citigroup il 5,5%. La proposta del presidente americano rappresenta "il maggior giro di vite in termini di norme dal 1930W, scrive il Financial Times. Infatti, se saranno adottate le misure - secondo alcuni osservatori - porteranno il sistema indietro di anni: le nuove iniziative dell'amministrazione, infatti, sembrano trarre ispirazione dal «Glass-Steagall Act», entrato in vigore dopo la Grande Depressione e che proibiva alle banche commerciali, o a società da queste controllate, di sottoscrivere, detenere, vendere o comprare titoli emessi da imprese private. Le banche quindi potrebbero essere costrette a decidere fra l'attività retail e quella di proprietary trading, e di conseguenza a separarsi.
La Casa Bianca però smentisce la volontà di Obama di voler tornare al«Glass-Steagall,« che di fatto imponeva una divisione fra le banche commerciali e quelle di investimento. «Il sistema finanziario è decisamente più forte oggi di quanto non fosse un anno fa, ma continua a operare con le stesse regole che lo hanno spinto sull'orlo del collasso. "La mia determinazione a riformare il sistema - afferma Obama - viene rafforzata dal vedere che le vecchie pratiche ritornano nelle aziende che si oppongono alla riforma; quando vedo profitti record in quelle società che dicono di non poter concedere prestiti alle piccole e medie imprese, di non poter mantenere bassi i tassi di interesse sulle carte di credito, e di non poter restituire le risorse stanziate dai contribuenti".
Come riportato dall'Ansa, premendo sul Congresso per l'approvazione della riforma della finanza, Obama invita le banche "a lavorare insieme», nella consapevolezza che «veniamo da una crisi terribile. Gli americani hanno pagato un prezzo elevato: non possiamo tornare al business as usual. E per questo ci assicureremo che le banche restituiscano i fondi ricevuti, limiteremo gli eccessi di Wall Street e approveremo la riforma della finanza".

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Commenti all'articolo

  • 44carlomaria

    22 Gennaio 2010 - 16:04

    Obama continua con i proclami buonisti, dice cose sensate, non è violento: sembra Veltroni abbronzato e dopo una cura dimagrante. Dovrebbe invece imparare dal lader Massimo: non dire cosa si sta facendo. A cose fatte applicare la legge di Mao : mettere le persone colpite in posizione che non possano agitarsi( farebbero solo il gioco del nemico). Finchè Obama continuerà a blaterare e a non agire (vedi banche, Yemen, Somalia e così via) continuerà a perdere comsenso dal suo elettorato, anche se sembra il predestinato.. Asvedommia

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  • blueeyesplotter

    22 Gennaio 2010 - 09:09

    Attento Mr Grande Oratore però, perché a quanto pare la popolarità sta scendendo e il consenso anche (basta guardare cosa è successo in Massachussets dove è stato eletto un senatore repubblicano). E bisogna sempre ricordare che le banche hanno i soldi... Bisogna fare attenzione perché in questo momento, forse, la popolazione degli Stati Uniti si sta rendendo conto che il presidente eletto lo scorso anno non è poi così bravo nei fatti come a parole!

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