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Obama non si arrende:

"La mia priorità è creare posti di lavoro"

Obama non si arrende:
Dieci giorni fa era stato sconfitto in Massachusetts e oggi nel suo primo discorso sullo stato dell'Unione alle due camere riunite del Congresso, Barack Obama annuncia un programma di speranza: rilancio dell'occupazione nel 2010 e il risanamento dei conti pubblici nel 2011. Nel momento più difficile della sua gestione, il presidente Usa Barack Obama cerca di recuperare la sintonia con l’elettorato e rinnovando la sua promessa di cambiamento. Obama ha detto che la priorità della Casa Bianca nel 2010 sarà creare posti di lavoro con ogni mezzo e nonostante le recenti sconfitte, ha anche rinnovato la sua agenda, in tema di riforma sanitaria, energia e scuola. "Non sono mai stato più fiducioso sul futuro dell’America di quando non sia stanotte. Nonostante le nostre difficoltà, la nostra Unione è forte – ha spiegato il presidente americano -. Non getteremo la spugna, non ci arrenderemo. Non consentiremo che la paura o le divisioni spezzino il nostro spirito".

Con una crisi economica che ha portato la disoccupazione a superare la barriera del 10% per la prima volta dal 1983, Obama ha dedicato due terzi del suo discorso - il più importante dell’anno politico - all’economia e a presentare proposte che a suo giudizio aiuteranno, in maniera diretta o indiretta, la creazione di posti di lavoro. "La creazione di posti di lavoro deve essere il principale focus nel 2010", ha affermato, annunciando la la costruzione di megainfrastrutture per i treni ad alta velocità, misure di sostegno all’export e alla piccola industria, nonchè una deroga sugli sgravi fiscali per la classe media. "La gente ha perso il lavoro e sta soffrendo - ha evidenziato - e io voglio una legge sul lavoro sul mio tavolo senza rinvii". Anticipando qualche dettaglio del suo piano per il lavoro, il presidente ha annunciato che sono previsti 30 miliardi dollari per aiutare le banche a finanziare le piccole imprese così come incentivi per le società che assumono e che investono in tecnologia.

"Abbiamo poi bisogno di esportare più beni - ha insistito - perchè più prodotti produciamo e vendiamo agli altri Paesi e più creiamo posti di lavoro in America. Quindi questa sera intendiamo definire un nuovo obiettivo e cioè duplicare le nostre esportazioni in cinque anni, creando due milioni di nuovi posti in America".

Sulla riforma della sanità, che rischia lo stallo al Congresso ora che i democratici hanno perso la supermaggioranza in Senato, Obama ha chiesto di superare le divergenze di partito e si è dichiarato disponibile a prendere in considerazione eventuali proposte alternative. "Per quando avrò terminato il mio discorso ancora più americani avranno perso la loro assicurazione sanitaria - ha avvertito - milioni di loro la perderanno quest’anno. Io non intendo abbandonare questi americani e non dovrebbero farlo neppure i presenti in questa Camera".

Ma Obama ha ammesso dinnanzi alle due Camere riunite e a milioni di americani davanti alla tv anche il suo mea culpa. "Il cambiamento non è stato sufficientemente veloce", ha spiegato il presidente americano. E ha fatto un appello all’unità: "Quel che il popolo americano si attende e merita da noi, democratici e repubblicani, è che siamo capaci di lavorare insieme nonostante le nostre differenze".

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