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Italiani sequestrati in Egitto

Chiesti 6 milioni dai rapitori

Italiani sequestrati in Egitto
Continuano a rincorrersi le voci sulla sorte dei 5 turisti italiani rapiti in Egitto, all’altezza del confine con il Sudan. Con loro sono stati catturati altri cinque tedeschi e un romeno, oltre agli 8 accompagnatori egiziani. Il quotidiano Al Sharq al Awsat cita alcune fonti egiziane: “I rapitori hanno chiesto 6 milioni di euro per liberare gli ostaggi ed hanno chiesto ai tedeschi di consegnare il riscatto a Cristina, la moglie tedesca del proprietario della società Egiptus Inter Travel”, vale a dire il tour operator che ha organizzato il viaggio. Una somma molto più che consistente.
E’ la Germania il filo conduttore delle ultime ore. I rapitori, stando sempre alle fonti egiziane, “hanno fatto la richiesta di riscatto esclusivamente al governo tedesco”. Rimane però il mistero sul nascondiglio scelto per tenere gli ostaggi. Le squadre che si stanno adoperando nelle ricerche vengono aiutate dalle guide locali, secondo le quali i sequestratori si sono rifugiati in una delle grosse grotte che si trovano nella zona.
Nel frattempo il presidente della Commissione esteri della Camera, Stefano Stefani, incontrando a Montecitorio l'ambasciatore d'Egitto in Italia Ashraf Rashed, ha espresso l'auspicio che la vicenda “possa risolversi positivamente e, soprattutto, in tempi brevi, in modo tale da evitare alle persone coinvolte ulteriori sofferenze”. L'ambasciatore egiziano, sottolineando che tra i rapiti ci sono anche suoi connazionali, ha più volte ribadito che i rapitori non sono terroristi o appartenenti a gruppi politici, ma semplici banditi.

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Commenti all'articolo

  • giorgiosga

    26 Settembre 2008 - 15:03

    In uno stato liberale ciascuno può andare dove crede, chiaramente deve farsi carico dei rischi connessi alla visita di questi luoghi. Non possono accollare alla collettività l'onere della spesa. Alle famiglie dei rapiti, quì in patria, viene bloccato il patrimonio per evitare che da un reato si possa trarre profitto,peraltro questa politica giudiziaria ha avuto successo, i rapimenti sono quasi scomparsi. Ora non è possibile che lo stato blocchi patrimoni privati,per una ragione di principio, e all'estero usi patrimoni pubblici. non sarebbe comprensibile la ragione. Penso che si dovrebbe attuare un'intervento teso alla liberazione, ma esso deve essere esclusivamente di polizia.

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  • spalella

    25 Settembre 2008 - 17:05

    Che saranno mai sei milioni. Ce li dividiamo con i tedeschi, emettiamo un pò di Bot, magari tenendo conto dei prossimi stupidi che andranno da quelle parti, e poi smettiamo di affliggerci con cose poco serie.

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  • gasparotto

    25 Settembre 2008 - 16:04

    Ci risiamo.Nonostante i ripetuti avvertimenti lanciati dalla Farnesina ai turisti italiani, a non andare in luoghi sperduti ed isolati, con guide inaffidabili, in paesi stranieri e poco sicuri, ecco che alcuni "fessi" che si credono più furbi degli altri, ci ricascano, nel trappolone. Sequestrati ed in mano a gente senza scrupoli che chiedono soldi, tanti soldi. Ora chi paga, dopo tanti avvisi a non andare "fuori pista?". Con chi se la prenderanno parenti ed amici? Al solito con lo stato, o con l'incoscienza e la somaraggine dei loro famigli? Alla fine sono curioso di sapere chi avrà pagato per la loro liberazione. Sicuramente lo stato pagherà e farà sapere a noi comuni mortali che non ha tirato fuori un nichelino bucato. Oramai ci credono solo i minus habens. Ricordo che il Giappone chiese il conto, abbastanza salato ai connazionali che all'epoca furono rapiti e poi liberati in Iraq. Ne sarebbe capace lo stato italiano?

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