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Offensiva Nato in Afghanistan

Migliaia di soldati americani e afghani contro l'ultima roccaforte dei talebani

Offensiva Nato in Afghanistan
Le truppe americane lanciano un’offensiva nella provincia meridionale afghana di Helmand. Cinquemila marines americani e duemila soldati afghani sono entrati all’alba nella città di Marjah, principale roccaforte dei talebani, incontrando «una resistenza minima», secondo quanto riferito dal capitano Abraham Sipe. Ha inizio così la grande operazione militare Mushtarak (in lingua dari “insieme”), cui partecipano 15mila soldati americani, afghani, britannici, canadesi, danesi ed estoni. Si tratta infatti della più massiccia invasione alleata in Afghanistan da quella dell'ottobre 2001.

Obiettivo - Il generale Larry Nicholson ha spiegato che l’obiettivo è di ricollegare la popolazione di Marjah, «ultimo santuario del nemico», con il legittimo governo del Paese. A poche ore dall'inizio dell’operazione, almeno quattromila soldati britannici hanno sono entrati nel distretto di Nad Ali, sempre nella provincia di Helmand. Un portavoce della Nato a Kabul ha poi precisato che nei giorni scorsi sono state condotte una serie di piccole operazioni per preparare il terreno all'offensiva.

Civili in fuga - Inoltre la popolazione locale era stata avvertita in anticipo per minimizzare il rischio di vittime civili. Ieri, tra l’altro, aerei della Nato hanno lanciato volantini per avvertire la popolazione a non offrire rifugio ai talebani e a tenersi lontani dalle loro basi. Centinaia di abitanti del distretto di Marjah e 200 famiglie di Nad Ali hanno lasciato le loro case per rifugiarsi a Lashkargah, capitale della provincia, ad una trentina di chilometri di distanza. Nelle aree interessate dall'operazione militare sono però rimaste circa 80mila persone.

L'appello di Karzai - Il presidente Karzai ha esortato i talebani a deporre le armi: «Mi rivolgo a tutti i talebani afghani perché approfittino di questa opportunità per rinunciare alla violenza e reintegrarsi nella vita civile a fianco degli altri afghani per il bene del loro paese». Con riferimento alle truppe, si è poi augurato che usino la «massima prudenza nell'evitare di colpire civili», «si consultino con la popolazione locale per un pieno coordinamento, ed evitino di usare l'aviazione nelle aree dove vi è rischio di colpire civili».

L'operazione Mushtarak parte dopo che il presidente Usa Barack Obama ha deciso di rafforzare la presenza militare in Afghanistan con l'invio di trentamila uomini, che si aggiungevano ai 68mila soldati già sul posto.

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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    13 Febbraio 2010 - 15:03

    L'Afganistan è un territorio enorme e confinante con altri Stati,molti dei quali,sono anch'essi musulmani fondamentalisti e dove il territorio,teatro di guerra guerreggiata è completamente nudo da qualsiasi strutura abitabile e commerciale e pertanto, lì la guerra può essere inerminabile in quanto,oltre la polvere non cè nulla e i guerriglieri afgani,al contrario dei soldati della Nato o Americani,hanno addosso un barracano e un paio di sandali e sanno vivere mangiando solo di quello che trovano in terra; per cui, se è vero che gli occupanti hanno tutto dalle armi al vettovagliamento a loro, però,manccherà col tempo,la fantasia di farsi ammazzare da un popolo di fantasmi umani ma piedni di vitalità combattiva. Consiglio ancora di rivedere le proprie posizioni ed andarsene al più presto perchè le americanate sono finite anche nei cinema di periferia.

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