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Esplosione a Pune (India), nove morti

L'attentato nel locale, German Bakery. Tra le vittime una donna italiana di 37 anni

Esplosione a Pune (India), nove morti
C'è anche una donna italiana, originaria di Arezzo, tra le vittime dell'orribile attentato che ha ucciso nove persone, a Pune, nell'India Occidentale. Si tratta di Nadia Macerini, 37 anni. La vittima lavorava per il centro di meditazione di Osho, uno dei guru indiani più famosi in Occidentesi. A riconoscere il corpo è stato proprio il suo maestro spirituale.
Nell'esplosione è morto un altro straniero, l'iraniano Syed Abdul Khali, 26 anni, studente del Symbiosis College.

L'attentato - E' salito a nove il bilancio dei morti nell'esplosione avvenuta sabato sera attorno alle 19.30 a Pune in un ristorante, The German Bakery, nella zona turistica della città. In aumento anche il numero dei feriti, salito a 60. Tra i feriti ci sarebbero molti stranieri di varie nazionalità tra cui thailandesi, iraniani, pakistani e pure un tedesco.

Teatro dell'attacco il locale The German Bakery (nella foto un'immagine del caffé presa da Google Maps), nel parco di Koregaon. A pochi passi dal ristorante, sorge un centro culturale e religioso ebraico, punto di riferimento del movimento ortodosso Chabad-Lubavitch, i cui membri furono l’obiettivo degli attacchi del 2008 a Mumbai.

Secondola rete Ndtv la deflagrazione e' avvenuta quando qualcuno ha cercato di aprire una borsa abbandonata.

La bomba è esplosa attorno alle 19 ora locale. In quel momento il locale era pienissimo di avventori, sia indiani sia stranieri. Nello stesso quartiere c'è anche l'Ashram di Osho, uno dei luoghi più visitati dai turisti a Pune, dove lavorava anche la nostra connazionale rimasta vittima nell'esplosione. 

Le indagini -
Potrebbe esserci l'«Indian Mujahideen», gruppo responsabile di una serie di sanguinosi attentati avvenuti nel 2008, dietro l'attacco di sabato alla German Bakery. È quanto sostengono fonti dell'intelligence di Nuova Delhi, secondo cui le prove fin qui raccolte sembrano indicare che ci sia il «marchio»dell'«Indian Mujahideen», molto forte nello stato di Maharashtra e che a Pune conterebbe su una cellula attiva. Nato dalle costole del fuorilegge Movimento islamico degli studenti dell'India (Simi), da alcuni ritenuto legato al gruppo terroristico pachistano Lashkar-e-Toiba, l'Indian Mujahideen ha fatto la sua comparsa nella galassia del terrore nel novembre del 2007, rivendicando via e-mail una serie di attentati nello stato dell'Uttar Pradesh.Ma è l'anno successivo che la violenza del gruppo emerge con tutta la sua forza, con una serie di attentati che fanno decine di morti: il 13 maggio del 2008 rivendica la responsabilità di un attacco a Jaipur, dove si contano 63 vittime, e minaccia «guerra aperta contro l'India». Due mesi dopo, il 26 luglio, con una mail inviata ai media locali, il gruppo preannuncia una serie di esplosioni ad Ahmedabad, capitale del Gujarat, avvertendo che la gente «proverà il terrore della morte» in nome di Allah. Muoiono 45 persone

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Commenti all'articolo

  • pdesimone

    14 Febbraio 2010 - 18:06

    Egr. Direttore, si ricorda degli scontri e manifestazioni degli extra comunitari a Castel Volturno dello scorso anno? Ci risiamo, anche se in una diversa citta' italiana. La situazione nel casertano e' ancora piu' esplosiva, interventi da parte delle forze dell'ordine a tutela della cittadinanza poco o niente, anche se le forze dell'ordine, unitamente ai militari italiani sono presenti. Malgrado la presenza, posso dire senza ombra di smentita che i controlli e gli accertamenti nei confronti di questi clanmdestini, sono effettuati all'acqua di rosa. Stesso dicasi per la prostituzione ancora praticata e florida sulle strade, malgrado la presenza delle forze dell'ordine ed in barba alle vigenti normative ultimamente varate dal Governo in carica. Spero che il Suo giornale possa dare un po' di risalto all'argomento e sollecitare gli addetti ai lavori ad operare con piu' solerazia e determinazione. Grazie per l'attenzione Pietro De Simone

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  • pdesimone

    14 Febbraio 2010 - 18:06

    Egr. Direttore, ci risiamo! Questo e' l'ennesimo episodio di violenza e per me un segnale inquietante per la sicurezza dei cittadini Italiani. Quando ci si sveglia dal sonno e' sempre tardi. Capisco che la situazione non e' delle piu semplici. Credo sia opportuno di iniziare controlli in tutte le Citta' Italiane e fare le cose con un po di serieta', bisogna effettuare controlli porta a porta, scovare gli irregolari ed espellerli subito dal territorio italiano senza se e senza ma. Se dovesse continuare da parte dei Magistrati il diniego ai decreti di espulsione, allora trovare il modo di modificare le procedure e delegare ad altra Autorita' l'autorizzazione all'espulsione dei clandestini. SIAMO STANCHI DI QUESTI INTRUSI CHE, IGNORANO LE NOSTRE LEGGI E MORTIFICANO LE NOSTRE CITTA'. Grazie per l'attenzione Pietro De Simone

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