Cerca

Mauritania, scade l'ultimatum per Cicala e la moglie

Al Qaeda nel Maghreb islamico ha chiesto entro oggi la liberazione di terroristi detenuti

Mauritania, scade l'ultimatum per Cicala e la moglie
Scade oggi l’ultimatum di Al Qaeda nel Maghreb islamico per il rilascio dell’italiano Sergio Cicala e della moglie Philomene Pawelgba, rapiti in Mauritania lo scorso 17 dicembre. A lanciare l’ultimo appello è stato lo stesso Cicala.

Il messaggio - In un messaggio audio diffuso da un sito islamico l’uomo ha chiesto aiuto al governo: «La mia libertà e quella di mia moglie dipendono dalla concessioni che il governo italiano è disposto a fare. Spero che il governo si interesserà il più presto possibile alla nostra situazione e quindi alle nostre vite, attendiamo con fiducia che questa situazione possa risolversi nella maniera migliore possibile, con la liberazione mia e di mia moglie; il presidente Berlusconi è sempre stato noto per la sua grande generosità, spero che possa aiutare me e mia moglie». Sulla delicata faccenda la Farnesina «mantiene il silenzio stampa».


L'ultimatum - Nella nota pubblicata su internet il 4 febbraio, i terroristi di Al Qaeda nel Maghreb islamico davano «venticinque giorni di tempo a partire dall'emissione del comunicato per liberare i nostri prigionieri», quattro terroristi del Mali (già rilasciati) e alcuni detenuti in Mauritania.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Braccio da Montone

    01 Marzo 2010 - 15:03

    >>>Questa storia che per salvare un'individuo ambiguo che sposa una ragazza di 35anni più giovane, pretendente sia ricattato il nostro Governo invitando gli italiani di fare azioni offensive contro di esso, ha il sapore di certa canaglia di una parte politica che odia la nostra patria. Che se lo tengano.<

    Report

    Rispondi

  • FF17

    01 Marzo 2010 - 14:02

    chi è causa del suo mal pianga sè stesso sapevano che era pericoloso andarci, lo hanno fatto e paghino. non fanno pena

    Report

    Rispondi

blog