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Incendio nel sexy shop

A Osaka muoiono in 15

Incendio nel sexy shop

Osaka - Un incendio, doloso secondo gli sviluppi delle indagini, ha provocato 15 morti in un videoshop porno di Osaka, in Giappone, dove i clienti hanno a disposizione cabine singole con letto e televisione per vedere dei dvd. I morti, intossicati dal fumo, sono tutti uomini, mentre sono una decina i feriti.
Un inferno di fiamme ha invaso così il Cta’s, un locale per video hard, uno dei tanti che esistono in Giappone, che si trova a Namba, il quartiere dei divertimenti di Osaka. Sul posto sono intervenute 40 autopompe, per impedire che le fiamme si diffondessero all'edificio di sette piani in cui si trovava il locale. Secondo uno dei sopravvissuti non c'erano né luci di emergenza né uscite di sicurezza e nessuno ha aiutato i clienti del Cat's a trovare una via d'uscita dal labirinto di separè. La polizia giapponese ha arrestato un uomo: Kazuhiro Ogawa, un disoccupato di 46 anni, avrebbe ammesso di avere provocato l'incendio dando fuoco a dei giornali all'interno di una delle cabine individuali perché “è malato e stanco di vivere”. In precedenza i pompieri avevano ipotizzato che l'incendio fosse stato provocato dalla sigaretta di un cliente che si era addormentato.
Il locale porno conta 32 piccole cabine, dove si può stare sdraiati e spesso i clienti si addormentano. Proprio l'essere stati colti nel sonno, alle tre di notte, avrebbe portato molti alla morte per asfissia. A peggiorare la situazione ha poi certamente contribuito la mancanza di adeguate misure di sicurezza: una carenza, questa, che contraddistingue molti dei videoshop porno giapponesi, creati ai margini della legalità se non addirittura gestiti dalla mafia, malgrado le leggi in materia siano severissime.

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