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Israele: "Accordo con gli Usa, anzi no"

I portavoce di Netanyahu si contraddicono sulle costruzioni a Gerusalemme Est

Israele: "Accordo con gli Usa, anzi no"
La gaffe di Israele fa il giro del mondo. Un portavoce del premier Benyamin Netanyahu, Nir Hefez, annuncia un trovato accordo con gli Stati Uniti sulle costruzioni israeliane: il presidente americano Barack Obama e il premier, dopo l'incontro a Washington, sono «in disaccordo» su alcuni punti relativi al modo di riprendere i negoziati con i palestinesi, ma avrebbero concordato che la "politica di costruzione a Gerusalemme non cambia". La notizia, tra lo stupore generale, viene ripresa da giornali ed emittenti televisive, ma dopo pochi minuti arriva la smentita ed è un secondo portavoce israeliano, Mark Regev, a rettificare: nessun accordo sugli insediamenti. Scivolando sugli specchi, Regev precisa che quando Hefez ha affermato che erano state raggiunte intese a riguardo, stava solo "esprimendo la posizione israeliana, non una posizione comune".

Posizione immutata - Intanto Netanyahu, all'indomani del suo ritorno da Washington, convoca per la mattinata di oggi una consultazione con i sei ministri a lui più vicini in cui esaminerà le richieste avanzategli dal presidente Obama. Le intenzioni su Gerusalemme est resta comunque immutata. Gli Stati Uniti, che premono per il congelamento di nuovi progetti edili ebraici in Cisgiordania, attendono una risposta nei prossimi giorni, prima dell'inizio di una riunione della Lega Araba. Tra le richieste di Obama, anche misure capaci di accrescere la fiducia dell'Anp: la liberazione di detenuti, la estensione in Cisgiordania delle "Zone A" di autonomia palestinese; la riapertura a Gerusalemme est dell'Orient House, sede di varie istituzioni nazionali palestinesi, chiuso in seguito ad un grave attentato terroristico.

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Commenti all'articolo

  • dubhe2003

    26 Marzo 2010 - 22:10

    E' stato tentato di tutto,negli anni,per mettere buona armonia in Medio Oriente.Si sono spesi più presidenti Usa di ogni colore politico,ma nulla di fatto. Il motivo?Incompatibilità fra frazioni estreme,interne palestinesi,che anelano alla distruzione di Israele.Contro una buona parte del suo popolo,ha ceduto terreno fertile della striscia di Gaza,per tutta risposta le fazioni palestinesi si sono avvicinate ed hanno tempestato di bombe il suolo israeliano.Il muro non lo vogliono,perchè è più difficile infiltrarsi per creare morte e distruzione di gente comune. Ha un popolo il diritto di difendersi?Sembrerebbe di no,solo perchè è ebreo.Gli insediamenti,avvengono nella capitale e non in una colonia dominata.Obama,finge di arrabbiarsi,ma sono convinto che se venisse attaccato lo stato,non lesinerebbe un minuto per correre in aiuto ad Israele.

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  • S.Winston

    26 Marzo 2010 - 13:01

    Riuscirà Israele ad uscirne con la coscienza pulita da questa faccenda?E' più di mezzo secolo che fa come gli pare in barba anche ai propri alleati...........se dovesse mettersi in un angolino da sola verrebbe schiacciata.....

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