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Identificata la kamikaze del metrò

Jennet Abdurakhmanova, 17 anni, era vedova di un ribelle daghestano

Identificata la kamikaze del metrò
E' stata identificata una delle due kamikaze autrici del duplice attentato dello scorso 29 marzo alla metropolitana di Mosca. Jennet Abdurakhmanova, originaria di Kostek, in Daghestan, aveva solo 17 anni ma era già vedova del ribelle Umalat Magomedov ucciso il 31 dicembre scorso in una sparatoria seguita ad un controllo stradale di routine. Il quotidiano russo "Kommersant" ha pubblicato una foto della coppia in posa per l'obiettivo: la ragazza, con il velo, vestita di nero, impugna una pistola ed è abbracciata dal marito, a sua volta armato, che indossa una camicia a quadri a maniche corte.

Donne kamikaze
- Secondo quanto riferito dal giornale la giovane «è stata identificata come una delle donne che ha detonato la sua cintura esplosiva» e, in particolare, come la kamikaze che si è fatta esplodere nella stazione di Lubianka.
L'identità dell'attentatrice che ha agito nella stazione Park Kulturi della metro moscovita, era già trapelata ieri: Markha Ustarkhanova era una cecena di 20 anni, vedova del guerrigliero ceceno Said-Emin Khazriev, eliminato nell'ottobre scorso durante la preparazione di un attentato contro il presidente Ramzan Kadyrov.

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Commenti all'articolo

  • roaldr

    03 Aprile 2010 - 10:10

    il tuo commento, mi fa pensare ad una domanda che non mi ero mai posto, e non sto scherzando: se l'Islam promette, ai martiri jihadisti MASCHI, uno stuolo di vergini in paradiso, cosa prevede per le martiri di sesso femminile?

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  • dubhe2003

    02 Aprile 2010 - 22:10

    Nessuna pietà per queste bestie che uccidono nel mucchio,pur di uccidere,non importa chi.Non può esistere nessuna giustificazione per questi atti da protospecie umana.Vi è il diritto sacrosanto di difesa,verso chi ti reca dei danni,o attenti la tua incolumità,ma la rappresaglia fatta su innocenti,tanto per rifarsi,non è ammissibile mai.Cosa sarebbe se ognuno di noi,ottenuto un torto,se lo compensasse col primo che passa per la strada.Neppure agli albori della società di ominidi si arrivava a tanto.L'Occidente tutto dovrebbe sobbalzare,condannando fermamente atti simili da fiere assetate di sangue,prima che diventino una sortas di codice acquisito.

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  • primus

    02 Aprile 2010 - 20:08

    Chissà come l’avrà presa il marito vedendo arrivare la moglie martire islamica, lui immolatosi tempo fa per la causa islamica diventandone martire, e come un buon martire islamico la promessa di poter scorazzare per i verdi prati del paradiso inseguito da stormi di vergini………

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    02 Aprile 2010 - 18:06

    Sia la Russia che la Gran Bretannia e gli USA dovrebbero trovare un comune denominatore per affrontare,in chiave moderna,e una volta per sempre il problema delle Nazionalità Islamiche che per forza maggiore,da oltre 50 anni hanno dovuto subire una occupazione forzata dei loro territori da parte di eserciti potenti che li hanno annessi. Il problema non credo che possa essere risolvibile con le solite ritorsioni violente come in Cecenia o in Afganistan e oltre. I popolo,vanno rispettati nei loro costumi e combattuti soltanto se in violazione del diritto di libertà, intendono negarla agli altri. Il Grande Pontefice Giovanni Paolo secondo ha lasciato un grande messaggio di amore e di intelligenza:NON ABBIATE PAURA E CONOSCETEVI L'UN L'ALTRO.

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