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Cargo cinese incagliato nella barriera corallina

Wwf: "È una bomba a orologeria ambientale"

Cargo cinese incagliato nella barriera corallina
Continua il lavoro delle squadre di soccorso australiane, impegnate a evitare il disastro ambientale, causato dal cargo cinese Sheng Neng I, incagliato nella Grande barriera con 65.000 tonnellate di carbone e 950 di petrolio a bordo.

La nave, che nel corso della notte ha subito altri danni, potrebbe spezzarsi in due. Le condizioni del mare e dei venti non facilitano le operazioni: le squadre sono al lavoro per tentare di stabilizzare l'imbarcazione. Un rimorchiatore ha già agganciato la nave, esposta ai venti forti che battono l'area, a 70 chilometri a est della Great Keppel Island, paradiso ecologico sulla costa nord-orientale dello stato del Queensland. Un altro rimorchiatore è atteso nelle prossime ore.

Il cargo, di proprietà del China Ocean Shipping Group Company (Cosco Group), il più grande armatore cinese, si sta muovendo ulteriormente sulla barriera. Intanto, continuano le indagini sull'incidente, la compagnia cinese rischia una multa da circa 1 milione di dollari, più altri 250.000 al capitano della nave.
Secondo Gilly Llewellyn, direttrice del dipartimento conservazione del Wwf in Australia, la nave è una "bomba a orologeria ambientale”.

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Commenti all'articolo

  • blinkingbliss

    05 Aprile 2010 - 23:11

    Si piange solo sul latte versato, o meglio sul petrolio versato. Con i GPS ed i sistemi di trasmissione di oggi si potrebbero tracciare a basso costo tutte le navi e dare certezza di una multa al comandante che cerca di guadagnare tempo tagliando il percorso. Non 250.000 euro quando si fa il danno, ma 25.000 euro ogni volta che si sgarra.

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