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Troppo silenzio sui dissidenti cubani

E la Cisl avverte: "Diffidate dai nostalgici del comunismo reale"

Troppo silenzio sui dissidenti cubani
"Spero che i giornali e le tv diano voce alla protesta dei dissidenti cubani. Cuba non è quello che ci vogliono far credere alcuni nostalgici del comunismo reale". A richiamare l’attenzione sui diritti umani e sfatare il mito comunista è il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, che esorta a prendere "iniziative politiche e diplomatiche al fine di tutelare la vita dei diversi dissidenti democratici cubani che sono tuttora in sciopero della fame per denunciare le condizioni nelle quali versano in carcere sin dal loro arresto nel 2003". Meglio tardi che mai.
Dopo l’allarme lanciato il primo aprile "sul silenzio dell’opinione pubblica nazionale ed internazionale", Bonanni torna sulla questione, riconoscendosi già qualche merito: in seguito al primo appello "sia l’Unione Europea, sia il nostro governo per bocca del Ministro degli Esteri, Franco Frattini, cominciano a muoversi e a sollecitare una comune condanna dei governi europei nei confronti del regime castrista". La Cisl chiede “con forza” che il governo di Raùl Castro liberi immediatamente i prigionieri politici, “riconosca le libertà e i diritti fondamentali ed apra Cuba ai valori universali del pluralismo politico e sindacale". Contemporaneamente si chiede la fine dell’embargo Usa.

L'intervento di Frattini - Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, si è detto  "stupefatto del silenzio che anche in Italia c'è intorno alla vicenda dei dissidenti cubani. Mentre quando si tratta di dissidenti cinesi o birmani, o di altri Paesi in giro per il mondo, ci sono interrogazioni, proteste, manifestazioni, in questo caso c'è soprattutto silenzio". Rivolgendosi agli europei ha aggiunto: "Dobbiamo essere molto chiari e fermi nel ribadire che noi sosteniamo la tutela senza se e senza ma della libera informazione dei cubani e la salvaguardia dei loro diritti fondamentali. Se non lo facessimo noi europei, così come gli americani, creeremmo il classico esempio di doppio standard".

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Commenti all'articolo

  • hernando45

    08 Aprile 2010 - 22:10

    Ma da più di 10 anni vivo vicino a Cuba, e vedo le televisioni locali che intervistano esiliati Cubani, oltre che ad averne conosciuti personalmente alcuni quì dove sto vivendo anch'io da autoesiliato politico. Purtroppo per CERTA STAMPA ITALIANA di Cuba si è continuato a parlare per 10 anni SOLO per la questione GUANTANAMO, mentre il resto è stato (secondo me volutamente dimenticato) intanto i Cubani che non ne possono più del regime o scappano (se possono) oppure stanno ZITTI sennò vanno direttamente in galera, e da quello che ho visto, le nostre galere sono Hotel a 5 stelle in confronto a quelle Cubane. Davanti a tanto, mi viene semplicemente da ridere quando alcuni (a dir poco) SPROVVEDUTI che scrivono in questo forum, definiscono Berlusconi come un dittatore. VI A CIAPÂ I RATTTT!! Saludos dal Leghista Monzese che quando nel 1999 si insediò alla Presidenza del Consiglio (senza che si tenessero le elezioni) un certo Dalema ha deciso GUARDA CASO di autoesiliarsi

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  • p.giorgio

    07 Aprile 2010 - 09:09

    Basta leggere il libro Contro ogni Speranza, di Armando Valladares, edito in Italia da molti anni, per avere solo una minima idea del trattamento riservato ai dissidenti politici e non, compresi i bambini, dai delinquenti comunisti che governano Cuba. Valladares è stato per oltre 20 anni "ospite" di Castro, liberato grazie all'intervento di Mitterand. Basterebbe che gli europei, italiani compresi, smettessero di fare turismo, troppe volte a sfondo sessuale, a Cuba, portando a Fidel e Raul Castro i $ che essi utilizzano per rimanere al potere e tenere aperto quel carcere immenso che si chiama Cuba. Basterebbe un po' di onestà intellettuale, che non esiste in troppe persone, allorchè si parla di comunismo. Provate a leggere i giornali cubani su internet, leggete anche il blog di Yoany Sànchez, dissidente cubana. Provate a fare, anzichè a dire.

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