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La nube di cenere avanza. Chiusi anche gli scali italiani

Questa mattina una nuova inondazione del cratere in Islanda. Mezza Europa è isolata

La nube di cenere avanza. Chiusi anche gli scali italiani

È il secondo giorno di stop nei cieli dell’Europa del Nord, a causa dell'enorme nuvola di cenere provocata dall'eruzione del vulcano islandese. I voli cancellati in tutta Europa salgono a 17 mila. Anche in Italia si inizia ad avvertire il disagio, con diversi aeroporti, ad esempio in Liguria, Calabria, Lazio e Abruzzo, che hanno iniziato a cancellare i voli con destinazioni nel Nord Europa, come Parigi, Amsterdam, Londra e Bruxelles. Lo stop ai voli europei intanto ha già colpito la riunione dei ministri economici Ue a Madrid e non è escluso che possa mettere a rischio i funerali solenni del presidente polacco Lech Kaczynski, previsti per domenica a Cracovia alla presenza di numerose delegazioni straniere.

La Gran Bretagna ha annunciato che gli aerei continueranno a rimanere a terra almeno fino alle 20 di sabato, dal momento che non è migliorata la situazione non è migliorata. Inoltre, l'organizzazione europea per la sicurezza del traffico aereo, ha reso noto che si prevede che in giornata saranno cancellati oltre la metà dei 600 voli transatlantici previsti.

Toccato anche il traffico aereo svizzero: la nube si sta spostando verso sud-est e dovrebbe raggiungere la Confederazione nella notte. Alle quattro di venerdì pomeriggio è stato chiuso anche lo spazio aereo svizzero. Stando ad un portavoce dell'autorità per l'aviazione civile britannica, citato dall'agenzia Reuters, la cenere sta avendo effetti sul traffico aereo più gravi di quelli dell'attacco alle torri gemelle: «È una situazione senza precedenti, peggiore di quella creatasi dopo gli attacchi dell'11 settembre, quando venne bloccato il traffico transatlantico, ma i voli in Europa erano operativi».
La nube ha raggiunto la penisola di Kola, estremo nord russo, dove tuttavia l'aeroporto di Murmansk funziona regolarmente. La nube si starebbe avvicinano anche alla regione di Mosca.

Il traffico aereo è bloccato anche in tutta la Scandinavia, con aerei a terra in Danimarca, Norvegia, Finlandia e Svezia. In Norvegia, dove nelle remote regioni del nord il trasporto dei malati e dei feriti avviene in prevalenza con aerei ed elicotteri, è stato raccomandata alla popolazione la massima attenzione dal momento che per oggi non potranno volare le avio ambulanze. Bloccato, anche se non totalmente, il traffico aereo in Irlanda del Nord e Scozia, dove le autorità hanno detto che si deciderà caso per caso sui voli dagli aeroporti di Glasgow, Prestwick e Belfast, ma solo a partire dal primo pomeriggio.
Eurocontrol prevede anche gravi disagi almeno per tutta la giornata in Germania e Polonia, dove ci sono timori che l'emergenza possa impedire l'arrivo a Varsavia deicapi di stato e di governo di tutto il mondo per partecipare ai funerali di stato del presidente Lech Kaczynski.

In Germania ieri il traffico aereo è stato bloccato in gran parte degli aeroporti, Berlino, Amburgo, Dusseldorf, Hanover, Brema e Colonia/Bonn. Questa mattina le autorità tedesche hanno deciso la chiusura degli scali di Francoforte e Amburgo. Anche in Francia rimarranno chiusi almeno fino alle due di questo pomeriggio i 25 aereoporti chiusi ieri, compreso Charles de Gaulle e Orly di Parigi.
Circa 250 passeggeri, inoltre, hanno trascorso la notte in aeroporto in seguito alla cancellazione dei voli per la nube di cenere sprigionata dal vulcano in Islanda, nello scalo principale, quello a Zaventem, sono rimaste bloccate nella zona di transito circa 200 persone, mentre sono una cinquantina quelle che hanno trascorso la notte nell'aeroporto di Charleroi-Brussels sud, utilizzato soprattutto dalle compagnie low cost. La Croce Rossa ha messo a disposizione dei passeggeri alcuni letti da campo.
La nuvola di cenere questa mattina ha raggiunto l'Olanda e, alle 7,45 ora locale, è sato registrato il suo passaggio sopra Amsterdam. Si prevede che raggiunga verso le 10 il Belgio, dove gli aereoporti rimarranno chiusi almeno fino alle 6 di sera. Ma c'è chi teme che l'aeroporto di Zaventem, il principale del paese, possa rimanere chiuso fino a sabato o anche oltre, come in altre parti d’Europa, dove altre eruzioni possano protrarre l’emergenza per tutto il week end. Dopo avere causato la chiusura di gran parte degli spazi aerei del Nord Europa, la colonna di cenere si sta ora muovendo verso sudest, provocando disagi fino all'Estremo Oriente.

Intanto, questa mattina le autorità islandesi avevano ordinato l'evacuazione immediata della popolazione nella zona di Fljotshlid, nei pressi del ghiacciaio Eyjafjallajokull, nel sud dell'isola, in previsione di una nuova inondazione «molto più grande e veloce» di quelle dei giorni scorsi. L'acqua fuoriuscita conteneva blocchi di ghiaccio, rendendo quindi strade e ponti nella zona in «serio pericolo» di essere distrutte.
In realtà, la nuova inondazione non ha prodotto danni rilevanti. L'acqua ha sfondato le protezioni allestite nei pressi del ponte Markarfljot per impedirne il crollo. Il livello dell'acqua non ha superato la struttura, attestandosi a circa mezzo metro sotto il ponte. L'acqua ha un colore rossastro, causata dal fango e contiene blocchi di ghiaccio di media grandezza. Il livello del fiume Thorolfsa, che è esondato, sta decrescendo e l'allarme è per ora rientrato.

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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    17 Aprile 2010 - 14:02

    L'accorpamento delle popolazioni in grandi agglomerati potrebbe diventare una bomba peggiore dell'atomica se non si provvede per tempo a decentare milioni di persone in zone satelliti aventi tutti i servizi necessari ma autonomi dal centro. Basterebbe una sciocchezza per far impazzire le genti ivi viventi in quanto,in così enorme numero, abituati a girare un interruttore per avere tutto se mquesto interruttore viene meno,apriti cielo!!!!- La natura ci sta avvertendo per cui è necessario provvedere invece di spendere soldi in inutili viaggi oltre la terra. Dopo, non ci si venga sempre a dire che un castico di Dio mentre è una dabenaggine umana. Cari asaluti.

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