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Petrolio in mare, un disastro epocale

Una macchia di greggio continua a estendersi nel Golfo del Messico, dopo che una piattaforma è affondata

Petrolio in mare, un disastro epocale
Un disastro ambientale senza precedenti. Una macchia di petrolio larga 32 chilometri quadrati continua a estendersi nel Golfo del Messico, dopo che una piattaforma era affondata nei giorni scorsi a largo delle coste della Louisiana. A seguito di un'esplosione e di un incendio, la Deepwater Horizon è crollata e mille barili di greggio si sono riversati nell’Oceano. La compagnia responsabile, la Bp, ha inviato nell’area 32 navi nel tentativo di arginare la perdita, ma le operazioni sono state interrotte dal maltempo.

Inoltre, secondo quanto ha reso noto il responsabile delle ricerche e produzione, Doug Suttles, un robot sottomarino rimarrà in azione per almeno 24 ore, fino a un massimno di 36, per cercare di bloccare la perdita, anche se l'intervento «potrebbe non avere successo».

La macchia nera potrebbe raggiungere presto le spiagge e la regione paludosa della Louisiana, causando un gravissimo danno ecologico. Ieri era a una distanza di 70 miglia dalla costa, ma solo a 30 dall'arcipelago delle Chandeleurs, un'oasi verde in cui depongono le uova pellicani e altri uccelli, già pesantemente danneggiata dall'uragano Katrina. La piattaforma conteneva 2,6 milioni di litri di petrolio ed estraeva 8.000 barili di greggio al giorno, circa 90.000 litri.


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Commenti all'articolo

  • seminando

    13 Maggio 2010 - 17:05

    salve, Penso che l'ideale sia di teppare le falle con un getto di calcestruzzo. E ovvio però che data la pressione di uscita del petrolio il cls. si disperde. Per ovviare a questo si dovrebbe prima ricoprireil tubo o foro di uscita con un cumulo di ciottoli di diametro misto da cm.5 a cm 25 in modo che il greggio filtri poi attraverso il cumulo da tutti i piccoli fori,diminuendo quindi la pressione ,a questo punto si può procedere al getto in calcestruzzo tenendo conto della temperatura del fondale ed eventualmente aggiungendo all'impasto gli specifici prodotti anticongelanti e fluidificanti in quantità adeguata. Forse al posto del c.l.s.potrebbe essere sufficiente della terra compattante. Saluti Lucio.

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  • filipramona

    29 Aprile 2010 - 20:08

    e' molto triste vedere come l'essere umano stia distruggendo questo bellissimo pianeta , anche perchè i danni ecologici una volta fatti, non si rimediano piu' purtroppo. Penso che ognuno dovrebbe AMARE di piu' il pianeta terra e rispettare sia la natura che gli animali non pensando e agendo sempre e solo al fine di guadagni economici che paragonati a cio' che si perde irremidiabilmente ahime' sono ben poca cosa ....

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  • goodman

    27 Aprile 2010 - 08:08

    Da ripubblicare, con commenti, alla notizia su Earth day ( link cultura ).

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  • ed7

    26 Aprile 2010 - 16:04

    ...VOGLIONO TRIVELLARE LE TREMITI PARCO NAZIONALE ....sciagurati coloro che firmeranno un'intera provincia negherà loro per sempre il voto!!!

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