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Marea nera, Obama: disastro senza precedenti/ Guarda il video

Dalle tre falle a 1.500 metri di profondità potrebbero sgorgare anche 100.000 barili al giorno. Bp pagherà tutti i danni

Marea nera, Obama: disastro senza precedenti/ Guarda il video
La perdita di greggio nel Golfo del Messico è "potenzialmente un disastro ambientale senza precedenti". Lo ha detto Barack Obama (che oltre a questo problema ambientale deve tenere a bada anche le voci di un presunto tradimento alla moglie che rischia di mettere in crisi la sua corsa politica) al termine della sua visita a Venice, in Louisiana, dove vengono coordinati gli sforzi per far fronte alla marea nera che si avvicina alle coste. Il governo Usa ha proibito ogni tipo di attività di pesca per almeno 10 giorni nelle acque più colpite dal flusso di petrolio che sta fuoriuscendo dalla piattaforma della British Petroleum.

Dalle tre falle a 1.500 metri di profondità potrebbero sgorgare anche 100.000 barili al giorno, contro i 5.000 attuali, se andasse perso l’intera struttura sul fondo. Questo il timore del comandante in capo della Guardia Costiera, l’ammiraglio Thad Allen.

Bp si accolla gli oneri -
La compagnia petrolifera British Petroleum (Bp), responsabile del danno che sta causando l'inondazione di petrolio nel mare del Messico, si è ufficialmente impegnata a pagare «tutti i costi necessari e adeguati per la ripulitura» della marea nera e a risarcire «tutte le domande di indennizzo legittime e oggettivamente verificabili per le perdite e i danni legati» al disastro. «La massima priorità ora è di fermare la fuoriuscita e limitarne i danni - afferma l'amministratore delegato di Bp, Tony Hayward. - Ribadisco il mio impegno con la Casa Bianca nel garantire che Bp farà tutto ciò che è possibile per fermare la perdita, ripulire le acque e proteggere le coste del Golfo».


Danno alla fauna- Almeno venti tartarughe marine sono state trovate morte sulle spiagge tra Bay St. Louis a Biloxi. Lo riferisce la stampa locale sottolineando che non è ancora chiaro se gli animali, molti dei quali - della specie Kemps ridley - in via di estinzione, siano morte a causa della perdita di greggio o per altre cause. Secondo Moby Solangi, direttore dell’Istituto per lo studio dei mammiferi marini di Gulfport, le tartarughe non avevano il guscio coperto di petrolio, ma potrebbero essere comuqnue morte per avere ingerito pesci contaminati.

La macchia nera intanto ha toccato terra. Il petrolio fuoriuscito dalla piattaforma della BP ha raggiunto la costa della Louisiana. Il governatore Bobby Jindal ha dichiarato lo stato di emergenza e chiesto l'intervento federale per dislocare 6mila soldati della Guardia nazionale sul territorio interessato dalla catastrofe ambientale. Guarda ilvideo



 

Le spese delle operazioni saranno a carico della BP. Obama ha affermato che «L’amministrazione userà ogni singola risorsa a disposizione per far fronte alla situazione». Ha anche sottolineato ci sarà l’impegno del Dipartimento della Difesa e della Marina, la quale ha già inviato mezzi e uomini nel Golfo del Messico. Le spese di tutta l'operazione, ha affermato il presidente, ricadranno sulla British Petroleum, la società che gestiva la piattaforma del gruppo svizzero Transocean affondata lo scorso 22 aprile. La fuoriuscita di petrolio, al momento, è stimata intorno ai 5mila barili al giorno, cinque volte più di quanto era stato previsto in un primo tempo: ha raggiunto i 74.000 chilometri quadrati e una circonferenza di 970 chilometri, è ormai arrivata a una trentina di chilometri dalle spiagge.

Un disastro epocale. Il quadro complessivo vede un fronte di 160 chilometri contanimati dal petrolio per oltre 70 di ampiezza, con l'intero ecosistema del Golfo del Messico a serio rischio. Il territorio a rischio rappresenta il 40% delle aree umide, a cui va aggiunto il principale sito di pesca statunitense. Oltre ai pesci e alle specie marine, anche i volatili migratori che colorano l'area sarebbero seriamente minacciati. E non a caso sulle coste si sono già preparati al peggio. La National Oceanic and Atmospheric Admnistration, in collaborazione con le autorità locali e nazionali, hanno già disposto 30 chilometri di barriere lungo la costa, con altri 150 pronti ad essere posizionati. Interventi anche per la protezione degli uccelli (cannoni intimidatori per farli migrare e ricorso a battelli "detergenti" per pulire le secche), anche se la contaminazione delle paludi provocherebbe ripercussioni ambientali senza soluzione.

È stato dichiarato lo stato d'emergenza. Intanto, ora che la chiazza di petrolio della piattaforma DeepWater Horizon è sempre più vicina alle coste, il governatore della Louisiana Bobby Jindal, ha dichiarato lo stato d’emergenza:  è troppo grande la marea oleosa che sta fuoriuscendo dalla piattaformala. La guardia costiera ha previsto per oggi l’arrivo della marea nera sulle sponde di questo Stato nel sud-est degli Stati Uniti. Obama ha così deciso di inviare tre membri del suo governo nel Golfo del Messico per supervisionare le operazioni di contenimento del disastro. Sul posto ci sarà il Segretario degli Interni Ken Salazar, il Segretario della Sicurezza Nazionale Janet Napolitano e l’amministratore per la protezione ambientale Lisa Jackson.

Le autorità stanno cercando di organizzarsi al meglio. L'esercito sta cercando di organizzare al meglio il suo personale, dopo che i robot sottomarini hanno fallito nel tentativo di tappare la falla. La Guardia Costiera statunitense è ricorsa all’extrema possibilità dell’incendio controllato cioè dare fuoco alla macchia nera che si sta pericolosamente avvicinando alle coste della Louisiana. Il portavoce della marina, Myers Vasquez, ha precisato che decine di migliaia di metri di barriere galleggianti stanno per arrivare nella base navale di Gulfport, nel Mississippi, per cercare di bloccare la marea nera. La base navale di Pensacola in Florida sarà usata come deposito dalla Guardia costiera. Si tratta probabilmente solo dell’inizio di un intervento su grande scala del Pentagono.


Stop alle trivellazioni. Nel frattempo il senatore democratico della Florida, Bill Nelson, sull'onda dell’emergenza innescata dalla marea nera, ha presentato una legge per bloccare temporaneamente il via libera alle trivellazioni petrolifere off-shore autorizzate precedentemente dal presidente Obama. È stato il presidente stesso, in una lettera a indirizzata sl senatore ad affermare che «fino a quando non sapremo con esattezza cosa è successo alla Deepwater Horizon, le chiedo di ordinare l’immediato stop ai test di trivellazion e ad ogni operazione di esplorazione nelle acque costiere».

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Commenti all'articolo

  • taccodighino

    04 Maggio 2010 - 03:03

    Si sfida troppo la natura senza prevenzione e senza rimedi postumi. Succede così anche con le centrali nucleari. Ci autodistruggeremo con le nostre mani:

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  • ed7

    30 Aprile 2010 - 16:04

    se solo il governo osa dare l'approvazione alle trivellazioni in puglia....non riceverà più neanche un voto da un'intera regione ..per il nucleare...poi ne riparliamo

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