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Novara: multata donna araba con il burqa

Il gesto, dice il sindaco, è un modo per integrare

Novara: multata donna araba con il burqa
Cinquecento euro di multa perché indossava il burqa: è quanto rischia di pagare una donna araba che è stata fermata a Novara in applicazione di un'ordinanza emessa dal primo cittadino, Massimo Giordano.

La donna, come è riportato dal giornale locale Tribuna Novarese, è stata fermata e identificata dai carabinieri nei pressi delle poste centrali: «Avevamo in corso una serie di controlli _ confermano dal comando provinciale _ e così abbiamo fermato questa donna che era coperta integralmente. Ora valuteremo come procedere». I carabinieri, in mattinata, segnaleranno la cosa al comando della polizia municipale: «a questo punto sarà compito nostro stilare il verbale di sanzione» afferma il comandante dei vigili Paolo Cortese.

L'ordinanza del sindaco Giordano, che è anche neoassessore regionale allo Sviluppo Economico nella Giunta Cota, era stata firmata all'inizio del 2010. L'idea era venuta allo stesso primo cittadino che si era imbattuto in una donna con il burqa e aveva richiesto l'intervento dei carabinieri perché la riconoscessero.

Il documento, prima di essere firmato, era stato inviato al Ministero degli Interni che ne aveva vagliato il contenuto e proposto alcune osservazioni formali. «Il Ministero _ spiega Cortese _ è entrato negli aspetti puramente tecnici dell'ordinanza limitandone l'applicazione alle scuole, agli ospedali e agli edifici pubblici in genere. Nel caso specifico l'ordinanza verrà applicata proprio perchè la donna si trovava all'ufficio postale, cioè in un edificio pubblico».

«L'applicazione di questa ordinanza è l'unico modo a nostra disposizione per ovviare a comportamenti che rendono ancora più complesso il già difficile percorso d'integrazione _ spiega il sindaco di Novara alla notizia della donna araba multata _ Con questa sanzione si passa dal provvedimento assunto all'inizio dell'anno con finalità di dissuasione all'applicazione concreta dell'ordinanza, sintomo che c'è ancora qualcuno che non vuole capire che la nostra comunità novarese non accetta e non vuole che si vada in giro in burqa. È chiaro _ conclude _ che mi auspicavo che non sarebbe stato necessario passare all'esecutività del testo e che il buon senso di tutti avrebbe garantito una convivenza più tranquilla. Mi spiace che non risulti già chiaro a tutti come l'aver indosso un abito che non consente il riconoscimento personale può essere tollerato tra le mura di casa, non nei luoghi pubblici, nelle scuole, in pullman o negli uffici postali».

Notizie diverse, invece, giungono dal mondo del calcio femminile. La FIFA ha raggiunto un compromesso con la federcalcio iraniana: alle ragazze
della selezione giovanile del paese sarà consentito partecipare ai Giochi estivi del prossimo agosto senza il tradizionale "hijab", il velo che copre per intero la loro testa. Le giovani propenderanno per un normale berretto che nasconderà comunque i capelli.
La federazione, come noto dal 2007, ha vietato di scendere con il velo in campo dove non è permesso presentare riferimenti politici o religiosi. La nazionale femminile giovanile dell’Iran potrà così partecipare al torneo in programma dal 12 al 25 agosto a Singapore.

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Commenti all'articolo

  • giornali

    02 Ottobre 2010 - 18:06

    Come ben sai non non ce l'abbiamo col velo, bensì col velo INTEGRALE perchè rende impossibile riconoscere il volto di chi si cela dietro di esso. E' un problema soprattutto di pubblica sicurezza, quindi in pubblico non è possibile portarlo. Quindi paghi la multa oppure veda di cambiare abitudini. Il problema è suo, non nostro.

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  • islampersempre

    06 Maggio 2010 - 19:07

    Sono italiana, laureata, amo il nostro tricolore ed indosso il velo. Credo in Dio e in tutti i Profeti da Lui inviati. Indosso per libera scelta il velo islamico. Non si arreca a nessuno uno svantaggio o un danno, quando una donna musulmana indossa un abbigliamento decente insieme ad un velo o, in misura minore, il velo integrale. Non credete alle falsitá di chi vuole ottenere successo politico attraverso un "pezzo di stoffa". Chiedete alle donne musulmane se sono felici, non ai politici! Grazie alla chiarezza degli autorevoli testi originari regna il consenso tra tutti i riconosciuti giuristi islamici, che l´uso dell´hijab (velo) é un dovere religioso ed un atto di culto. Limitando questa pratica di fede, si viola il diritto individuale alla libertá religiosa.

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  • semovente

    04 Maggio 2010 - 15:03

    BENISSIMO.

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